Massacro al fosforo bianco

Massacro al fosforo bianco

Massacro al fosforo bianco

Dicembre 28, 2019 - 07:38
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Il 27 dicembre 2008, come ricordato ieri da Ticinotoday, lsraele diede il via a un'offensiva militare chiamata "Operazione piombo fuso".

 

Ufficialmente, si trattò di una risposta dell'esercito israeliano, contro l'intensificarsi del lancio di razzi Qassam - da parte dell'organizzazione politica palestinese Hamas, di carattere islamista - nel sud di Israele. Nei fatti, però, la reazione fu sproporzionata, rispetto alle azioni che ufficialmente la scatenarono. Sotto i bombardamenti dei quei giorni atroci, infatti, non finirono solo zone strategiche, come potrebbero essere considerati (forse) i supporti logistici di Hamas e i tunnel sotterranei che collegano la striscia di Gaza con l'Egitto.

 

Nei fatti, "Piombo fuso" fu un massacro, come attestato dal rapporto ONU che ha ricostruito le vicende. Il lavoro dei commissari delle Nazioni Unite fu particolarmente difficile, perché Israele negò loro l'accesso sia ai territori del sud israeliano, sia alla striscia di Gaza. Riuscendo ad accedere alle zone sotto indagine, passando dall'Egitto, l'ONU potè stabilire un bilancio del conflitto: circa 1400 morti fra i palestinesi, tra cui più di 900 civili; 13 morti israeliani, di cui 3 civili. Un bilancio sì tragico su tutti e due i fronti, ma che non indica una guerra, bensì un violento massacro che ha colpito la popolazione della striscia di Gaza.

 

In questa puntata di Amarcord, vi propone un servizio del programma Rai "Presadiretta". Si tratta di un reportage di Manolo Luppichini, che giunse a Gaza - assieme alla troupe Rai - pochi giorni dopo la fine del conflitto.

 

Come emerge dalle immagini, durante l'operazione "Piombo fuso", l'esercito israeliano fece ampio uso di armi al fosforo bianco. Si tratta di armi non convenzionali, il cui utilizzo nella striscia di Gaza è stato confermato anche dall'ONU, dalla Croce Rossa e da numerose altre ONG.

 

Durante i momenti più caldi del conflitto, anche in Ticino si mosse la solidarietà verso il popolo palestinese. L'11 gennaio 2009 ci fu una grande manifestazione a Bellinzona, organizzata dal gruppo Basta Oppressione e Massacri al Popolo Palestinese (BOMPP), costituitosi proprio per sensibilizzare i ticinesi su quanto stava avvenendo in quei giorni nella striscia di Gaza. Nei mesi successivi, invece, l'eco creata dal documentario "Gaza: liberi di morire", del reporter ticinese Gianluca Grossi, permise di dar vita al progetto "aiutiamo Hussam", con l'intento di raccogliere fondi, volti a permettere ad Hussam, pompiere di Gaza, di avere una protesi. Hussam perse una gamba durante "Piombo fuso".

 

Ticinotoday tiene ad avvisare il pubblico: alcune immagini del video riportato sono molto forti. La sensibilità di qualche lettore potrebbe essere urtata.