Massimo Mobiglia. Un consigliere federale d’area Verde-Verde liberale? “Un’ipotesi per nulla remota”. Ma chi “salta”?

Massimo Mobiglia. Un consigliere federale d’area Verde-Verde liberale? “Un’ipotesi per nulla remota”. Ma chi “salta”?

Ottobre 13, 2019 - 19:17
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Verdi Liberali. Sulla scia del dibattito sul clima, assieme ai cugini “Verdi”, anche i Verdi liberali sono dati a livello svizzero come le formazioni politiche maggiormente sulla cresta dell’onda (verde). Gli ultimi sondaggi danno i Verdi per la prima volta oltre il 10% (potrebbero superare il Ppd) e i Verdi liberali oltre il 7%, entrambi in crescita di circa tre punti percentuali rispetto alla tornata elettorale del 2015. Assieme dunque le due formazioni  potrebbero battere il Plr.
In un momento dove il verde “tira” e anche i partiti storici di centro si ”tingono" di verde, i Verdi liberali ticinesi (che nel nostro cantone non hanno mai raggiunto le percentuali d’Oltralpe), conginunti con Ppd e Plr, credono che la loro coerenza sul tema dell’ambiente, possa premiarli. 
Lo scorso giovedì abbiamo intervistato il presidente dei Verdi Liberali ticinesi, Massimo Mobiglia, candidato sulla lista per il Consiglio nazionale. Ecco cosa ci ha detto.

Massimo Mobiglia, in vista delle elezioni federali molti partiti, al di fuori dei movimenti ecologisti, si “tingono” di verde, vista la grande importanza data al dibattito sul clima negli ultimi mesi. 
Voi Verdi liberali, che da sempre siete ecologisti, ma al contempo vi collocate al centro (a differenza dei Verdi, collocati a sinistra), ritenete che l’attuale “onda verde” sia un’occasione per voi?
La nostra volontà è sempre stata quella di attingere a un bacino elettorale diverso dai Verdi. Storicamente i Verdi sono sempre stati molto più legati alla sinistra. I Verdi liberali da quando sono nati si sono posizionati su un’area politica più di centro. Possiamo così attingere da una buona fetta di popolazione, sensibile ai temi dell’ambiente, ma che non per forza aderisce a un movimento di sinistra. 
Il tema dell’ambiente aveva già inciso otto anni fa, dopo l’incidente alla centrale nucleare giapponese di Fukushima, mentre quattro anni fa era prevalso il tema dell’immigrazione. Oggi il tema dell’ambiente è tornato importante, anche in seguito agli scioperi per il clima. Si può intravvedere un futuro del nuovo Parlamento svizzero che sarà molto più verde di prima. Le due correnti che più sembrano andare incontro a una progressione sono proprio verdi e verdi liberali, grazie alla loro coerenza: i temi ambientali fanno parte del nostro dna. 
Ora osserviamo che nello scacchiere politico vi sono altri partiti che iniziano a tingersi più o meno di verde. Li vedremo alla “prova del nove”, quando il Parlamento dovrà votare sui progetti concreti. Tuttavia, non ci dispiace che anche altri partiti parlino di ambiente. Il tema verde non deve essere un’esclusiva di uno o due partiti. Ci sono anche persone all’interno di altri partiti che non appaiono “verdi”, ma che sono sensibili ai temi ecologici. Se anche la destra voterà a favore dell’ambiente, tanto meglio.
 
 
Parliamo di un tema federale concreto, come quello delle infrastrutture. In Ticino per queste elezioni federali i Verdi liberali corrono congiunti con Plr e Ppd. Gli esponenti di questi partiti, anche in questa campagna elettorale, nella loro “lista della spesa” da portare a Berna, spesso citano le infrastrutture ferroviarie (come possono essere il proseguio a Sud di Alptransit o la circonvallazione di Bellinzona), ma anche quelle stradali (p. es. la terza corsia autostradale a sud di Lugano, o il collegamento A2-A13). Voi Verdi liberali avete una chiara posizione a favore della ferrovia, contro a nuove strade, oppure siete più disponibili a un compromesso?
Di principio siamo contrari ad un'estensione della rete stradale. Se questo non è possibile per motivi contingenti e particolari chiediamo che sia investito un importo altrettanto importante per l’ampliamento della rete ferroviaria. 
Per entrare nello specifico, per quanto riguarda la terza corsia fra Lugano e Mendrisio, noi ci siamo sempre opposti. Vi sono una serie di contromisure per contenere il traffico transfrontaliero. Ora ci sarà il banco di prova del tunnel di base del Ceneri, con il quale il Cantone sta pianificando una rete di trasporto pubblico più capillare. Probabilmente questo ci permetterà di constatare che non sarà più necessario fare ulteriori ampliamenti stradali. 
Per quanto riguarda il collegamento veloce con Locarno oggi è praticamente andato in porto, ma con una soluzione che dal punto di vista ambientale passa il più inosservata possibile, acnhe se con costi più grandi delle varianti precedentemente sul tavolo. Le associazioni ambientaliste si sono battute per decenni contro l’autostrada che passava in mezzo al Piano di Magadino, vicino a zone protette. Ora c’è una soluzione ragionevole dal punto di vista ambientale. 
 
 
Al livello nazionale nei sondaggi i Verdi sono dati molto vicini, in termini di percentuali, al Ppd. Si è già aperta la discussione su un possibile futuro seggio in Consiglio federale dei Verdi (a scapito del Ppd?). Voi che correte congiunti con questo partito, vi sentireste più rassicurati da un consigliere federale verde o Ppd?
Premetto che in Ticino non abbiamo “sposato” il Plr e il Ppd. Anche a livello nazionale vi sono delle congiunzioni con il Ppd perché è il partito più vicino nello scacchiere politico a noi. Sui temi ambientali è però evidente che siamo cugini dei Verdi e su questi temi siamo d’accordo con loro al 97%. 
Si potrebbe anche fare il calcolo cumulato delle percentuali di Verdi e Verdi liberali, che dovrebbero essere al livello del partito socialista e superare il Plr. A me non dispiacerebbe l’ipotesi futura di un consigliere federale di area Verde-Verde liberale. 
 
Ma dunque a scapito di chi?
Questo ce lo dirà il tempo. Attualmente il Pdc (il Ppd a livello nazionale, ndr) ha un consigliere federale solo, mentre i liberali ne hanno due. Dipenderà probabilmente da quanto perderà il Ppd o il Plr. 
Ad ogni modo lo scenario di un consigliere federale di area Verde-Verde liberale non lo ritengo così remoto. 
 
 
Lo scorso giovedì lei dibatteva a Minusio con il candidato al consiglio degli Stati Plr Giovanni Merlini e con il candidato Ppd al Nazionale Giuseppe Cotti. Durante il dibattito si è parlato anche di costi della salute. Quale è la “ricetta” dei Verdi liberali per affrontare questa problematica?
Si deve fare un discorso su due livelli, quello dei premi di cassa malati, e quello dei costi della salute, che incidono sui premi. 
Una “ricetta” non c'è. Vi sono una serie di misure che andranno applicate. Ora il Consiglio federale ha fatto un “pacchetto" di otto misure, di cui una volta ad abbassare il costo dei medicamenti generici. Questa è una misura che può incidere sui costi. Altre misure abbasseranno i costi della salute nel settore ambulatoriale e ospedaliero. Per quanto riguarda i premi, vi è l’iniziativa portata avanti dal consigliere di Stato Ppd Raffaele De Rosa, riguardo alle riserve delle casse malati, che è sicuramente importante, visto che alcune casse malati hanno creato riserve eccessive.
Noi riteniamo che principalmente si debba però andare ad incidere sui costi della salute. Come Verdi liberali riteniamo importante  il tema della medicina alternativa e della medicina complementare, che può rappresentare un grande incentivo a ridurre i costi. La medicina alternativa costa meno della medicina ufficiale, perché riesce a curare determinate patologie in modo molto più semplice. Andrebbe dunque riconosciuta anche la medicina alternativa. 
 
E sulla proposta di una cassa malati intercantonale?
Personalmente, visto che vi è una grande disparità a livello di premi fra cantone e cantone (in Ticino lo sappiamo bene), questa solidarietà intercantonale potrebbe andar bene. Non vedevamo male neanche una cassa malati unica a livello cantonale, ma probabilmente un'armonizzazione a livello intercantonale porterebbe a dei risultati migliori. Rimane però il discorso precedente: queste sono soluzioni che incidono di più sui premi e non alla “radice”, ovvero sui costi della salute.