Mattino. Ex funzionario: CPI o audit?

Mattino. Ex funzionario: CPI o audit?

Novembre 28, 2021 - 13:33
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Il domenicale interpella tre deputati leghisti e due giornalisti sulle opzioni in campo per verificare eventuali ulteriori responsabilità nella vicenda dell'ex funzionario condannato per coazione sessuale e violenza carnale. 

Il Mattino della domenica nella sua edizione odierna ritorna sul tema della Commissione parlamentare d'inchiesta sul caso dell'ex funzionario condannato per coazione sessuale e violenza carnale, vicenda riaccesasi in seguito al servizio della trasmissione "Falò" della RSI, che ha raccolto le testimonianze delle vittime. 

Il domenicale nella rubrica "Forum" ospita alcuni pareri, che vertono su quelle che sembrano le due alternative sul tavolo del Gran Consiglio per fare chiarezza sulla vicenda, l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI, già bocciata dal Parlamento, a sorpresa, nel settembre 2020) e quella di un audit esterno commissionato a degli esperti. 

La deputata leghista Sabrina Aldi si dice "profondamente convinta che, a maggior ragione dopo quanto sentito dalle vittime, in particolare per quanto attiene al fatto che tutti sapevano o che non potevano non sapere e che il funzionario poteva essere fermato, sia indispensabile fare luce su quanto accaduto effettivamente". "L’affossamento a sorpresa, da parte del Gran Consiglio, della prima CPI", dice Aldi al Mattino, "con tanto di tifo da stadio, ha poi lasciato nella popolazione il dubbio che la politica voglia insabbiare questa vicenda. Tutto questo danneggia la credibilità delle istituzioni. Sono quindi convinta che per guardare avanti e fare in modo che determinate situazioni non si verifichino mai più si debba mettere un punto finale al passato. L’unico modo è fare chiarezza una volta per tutte. Per queste ragioni abbiamo proposto nuovamente di istituire una CPI". 

Il Mattino interpella anche il vicedirettore del Corriere del Ticino Gianni Righinetti, che ritiene migliore l'opzione di un audit. "L’ottimo servizio da vero giornalismo d’inchiesta da parte di Falò non cambia di una virgola il mio pensiero sull’ipotesi di istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI)", spiega. "(...) Dare vita a una CPI significherebbe attribuire a un gruppo di parlamentari (scelti su base politica e partitica) la facoltà di indagare, di agire da organo inquirente. La materia (violenza fisica e psicologica nei confronti di giovani vittime) non si presta. Non sarebbe né serio né efficace affidare un compito che richiede tanta responsabilità e delicatezza a dei parlamentari di milizia. Meglio percorrere la via dell’audit esterno, da affidare a chi può dimostrare di essere oggettivo, professionale ed emotivamente distaccato".

Il deputato leghista e presidente sottocommissione speciale della Gestione, Michele Guerra, precisa che "stiamo ancora lavorando sul caso e quindi devo rispettare il segreto commissionale, limitandomi a parlare di quanto è già di dominio pubblico e a fare una riflessione molto generica su questi due strumenti". In questa riflessione generica Guerra dichiara che "éa CPI ha sicuramente molto potere (ecco perché fu allora la prima scelta), ma si compone di politici di milizia (e non di esperti) e c’è il rischio che in aula faccia la medesima fine: mettendo - in tal caso - una pietra tombale sulla vicenda ed impedendo di fare piena luce a livello politico". Mentre "un audit esterno, con “pieno potere di analisi”, comporta invece uno o più professionisti (veri esperti abituati ad indagini di questo tipo) pagati per passare ai “raggi X” tutto l’accaduto. L’audit sfocerebbe in un rapporto all’attenzione della politica che - sulla base di un’analisi professionale si dovrà poi muovere. Fra le due vie, oggi, la seconda risulta preferita e offre quindi una strada più percorribile per fare luce, anche perché garantisce maggiore autorevolezza e sicurezza". 

Il Mattino interpella anche il responsabile portale LiberaTV Marco Bazzi, che per accertare la verità "l’importante è che lo strumento che verrà scelto sia in grado effettivamente di accertare, o di smentire, eventuali omissioni, coperture, errori o mancanze da parte dei funzionari dell’Amministrazione cantonale in relazione ai fatti che sono stati oggetto del procedimento penale e della condanna".

La deputata leghista Maruska Ortelli si dice "propensa all’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta. Purtroppo c’è chi in passato, in maniera poco lungimirante, ha affossato questa proposta", dice. Per non fare cadere nel dimenticatoio il caso e, soprattutto, per evitare che persone che, all’interno dell’amministrazione cantonale, potrebbero aver coperto lo squallido personaggio, sfuggano alle proprie responsabilità, dobbiamo assolutamente tenere conto della proposta della Sottocommissione finanze (a cui spetta l’alta vigilanza) di avvalerci di un audit esterno, magari con qualche competenza in più".