Medicina e nuove tecnologie. “Essere umano, quo vadis?”

Medicina e nuove tecnologie. “Essere umano, quo vadis?”

Novembre 27, 2019 - 21:00
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Lo scorso mercoledì a Massagno si parlava di medicina e nuove tecnologie, in un evento organizzato dal “Club dei mille” del Ppd, che ospitava il co-primario del Cardiocentro Giovanni Pedrazzini.

Lo scorso giovedì sera, alle scuole elementari di Massagno, si parlava di "scienza, coscienza e fantascienza", in una conferenza organizzata dal "Club dei Mille" del Partito popolare democratico. 
 
A parlare dell'argomento c'era il co-primario del Cardiocentro, professore dell'Usi e primo ticinese a ricoprire il ruolo di presidente della Società Svizzera di Cardiologia, Giovanni Pedrazzini. 
 
Il professor Pedrazzini ha esordito la sua esposizione proprio parlando del suo campo, la cardiologia. Una disciplina che nel corso dei decenni ha conosciuto costanti progressi, come dimostrano i dati della mortalità per malattie cardiache, che hanno conosciuto un costante calo. 
 
Alcune delle pietre miliari nel campo della cardiologia sono, nel 1967, il primo trapianto di cuore, realizzato dal cardiologo sudafricano Christian Barnard, che, negli anni dell’apartheid, trapiantò il cuore di un nero nel petto di un bianco. Nel 1977 a Zurigo si effettuò la prima dilatazione coronarica, ad opera del medico tedesco Andreas Roland Grüntzig. 
 
Questi "pionieri", ha spiegato Pedrazzini, avevano buone competenze in ambito cardiaco, ma il vero salto di qualità lo si è fatto con l'integrazione di varie discipline, la cosiddetta convergenza, che "è l'integrazione di ingegneria, scienze fisiche, scienze computazionali, scienze della vita, con profondi benefici per la medicina e la salute, l'energia e l'ambiente". 
 
Ma questo è solo l'inizio. Il vero salto di qualità è rappresentato dall'intelligenza artificiale, come dimostrava un video proiettato in sala: il primo robot laureatosi in medicina in Cina (con un voto nella media degli studenti cinesi). Esso ovviamente non conosceva le risposte corrette agli esami, ma ha risposto alle domande grazie al machine learning (la capacità di apprendere). L'intelligenza artificiale potrebbe avere anche dei risvolti sui costi della salute (si parla del 10% in meno dei costi sanitari, argomento questo più che mai d’attualità).
 
"L'ipotesi che il medico possa essere sostituito da una macchina non è così campata in aria", ha detto Pedrazzini. Già oggi nel campo della radiologia l'analisi delle "lastre" fatta dal computer è molto più precisa di quella fatta da un uomo. Tuttavia il contatto umano con il paziente difficilmente potrà essere sostituito da una macchina. Ma non c'è solo l'intelligenza artificiale. C'è il campo dei big data, con i dati sanitari raccolti in tempo reale dai dispositivi medici, che potranno fornire modelli sempre più precisi e corretti, l'ingegneria, che nel campo dei dispositivi continua a progredire (nel campo dei pacemaker, per esempio, in 50 anni si è passati da dispositivi che necessitavano di un carrello per trasportare le batterie, fino ai dispositivi di pochi centimetri di oggi), oppure gli esoscheletri in grado di far camminare persone paraplegiche. 
 
Il roseo futuro che si prospetta con l'evoluzione della tecnologia ha però anche dei lati più oscuri e incerti. Tradotto nelle parole di Pedrazzini, "essere umano, quo vadis?"
Infatti, ha spiegato Pedrazzini, "lo sviluppo di questo mondo rischia di essere estremamente casuale. Nessuno sa dove stiamo andando". Già oggi siamo dipendenti nel lavoro dal computer, cosa succederà però quando per ogni essere umano ci saranno 10 computer? Quando sarà l'intelligenza artificiale a fornire soluzioni nei più svariati campi? "L'uomo diventerà più come l'ape, che vive in uno sciame e non individualmente?", ha detto Pedrazzini. "Leonardo Da Vinci era uno. In futuro ci saranno molte teste collegate che andranno oltre a Leonardo da Vinci". 
 
Il problema, è che ogni tanto la sciame si perde. "Nessuno potrà impedire alla scienza di andare verso la fantascienza, ma senza coscienza lo sciame di uomini si perde", ha detto Pedrazzini. "Oggi come non mai la coscienza è importante". Oltre che a risposte scientifiche serviranno anche risposte filosofiche.