Merkel über alles? C'è chi va sui media romandi per farsi campagna

Merkel über alles? C'è chi va sui media romandi per farsi campagna

Novembre 10, 2020 - 17:04
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La presidenza del Plr Ticino passa (anche) dalla stampa romanda? Confrontando i dati odierni di Svizzera e Germania, in rapporto alla popolazione... c'è poco da stare allegri. 

Pochi giorni or sono (venerdì) in Germania si è registrato il record di contagi giornalieri di coronavirus: 21’506, l’apice di una curva che ha portato a un forte incremento dai 1000-2000 casi giornalieri di inizio mese (il picco della prima ondata aveva superato in Germania di poco i 6’000 casi giornalieri). Oggi i nuovi contagi comunicati sono stati 15’332. Il numero secco dei contagi giornalieri è però un dato piuttosto inconsistente: dipende dai test effettuati, può avere degli “sbalzi” fra un giorno e l’altro, ecc. Ma, ancora più elementare, ci sarà una differenza fra un paese di qualche milione di abitanti (come la Svizzera) e uno di qualche decina di milioni di abitanti (come la Germania)? Evidentemente sì. Tuttavia pochi si degnano di mettere in relazione il numero di contagi, ospedalizzazioni e decessi con il numero di abitanti. Forse lo si dà per scontato, che 1’000 casi in Germania non sono come 1’000 casi in Svizzera. Ma si rischia così di perdere, fra una cifra e l’altra, qualche altro dato, molto più interessante (ad esempio, per quanto riguarda i morti complessivi di covid in rapporto alla popolazione, che il Ticino è riuscito a fare peggio, ad esempio, degli Stati Uniti del “negazionista” Trump e del Brasile dell’altro “negazionista” Bolsonaro. Gli ultimi due si aggirano attorno ai 70 morti ogni 100’000 abitanti, il Ticino viaggia sui 115. Svizzera e Germania rispettivamente circa 30 e 14). Ad esempio oggi in Svizzera abbiamo avuto 5’980 nuovi contagi. Circa un terzo di quelli tedeschi. Ma la popolazione svizzera è un decimo di quella tedesca. Il discorso si fa ancora più chiaro se confrontiamo i morti: 107 in Svizzera e 154 in Germania oggi. 8 milioni di abitanti la prima, 80 milioni la seconda.

 

 

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C’è chi va sulla stampa romanda per farsi campagna per la presidenza del Plrt Ticino in vista del congresso del 22 novembre, manco dovesse prendere il posto di Petra Gössi.

L’ultima volta che andò sui media romandi, in quel caso in televisione, in un’intervista di sostegno alla candidatura al Consiglio federale di Ignazio Cassis, il blogger ticinese Mattia Corti la “massacrò” (lei e il suo francese) in un video su YouTube. Chissà se questa volta le dedicherà ancora un video?

Quello che è certo è che i “rumors” all’interno del Plr la vedono favorita per la presidenza. Questa volta la signora un po’ Giovanna D’Arco e un po’ Maria Goretti di Stabio non può perdere. Non tanto perché fra i suoi sponsor, stando sempre ai “rumors” interni al Plr, ci sono “pesi da 90” come i Masoni e Fulvio Pelli (e poi certa sinistra pensa pure che lei sia una “novella radicale”), ma perché dopo aver perso nel 2015 l’elezione in Consiglio di Stato, dopo essere uscita “precocemente” dalla Procura e dopo aver perso la sfida con Alex Farinelli per la poltrona di consigliere nazionale, non può perdere anche la presidenza del partito. Perché se no quando vince?

Se un Martinenghi, che da anni non ricopre cariche politiche, che non è mai stato candidato al Consiglio di Stato e al Consiglio nazionale, prendesse anche un solo voto più di lei, sarebbe definitivamente compromessa qualsiasi carriera politica.

 

 

franniga