In migliaia a Lugano. Le voci che abbiamo raccolto

In migliaia a Lugano. Le voci che abbiamo raccolto

Giugno 07, 2021 - 19:36
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Riproponiamo oggi alcuni commenti che abbiamo raccolto lo scorso sabato in occasione della manifestazione in difesa dell’autogestione e contro lo sgombero e la demolizione dell’ex Macello…

Migliaia i presenti lo scorso sabato alla manifestazione in difesa dell’autogestione. Tantissimi giovani, ma anche famiglie, naturalmente gli autogestiti, ma anche diversi esponenti politici di vari schieramenti, esponenti della società civile e del mondo della cultura. Nel corso della manifestazione di sabato abbiamo raccolto il parere di alcuni dei presenti sulla manifestazione e sullo sgombero e parziale demolizione dell’ex Macello (su cui indaga la Procura). Oggi li ripubblichiamo, “raggruppati” in questo articolo.

Fra i presenti oltre ai “molinari” e vari curiosi, anche diversi esponenti politici. Fra di loro anche un ex esponente politico “di peso”: l’ex consigliere di Stato socialista Pietro Martinelli. Lo abbiamo avvicinato per chiedergli con che spirito è presente oggi. “Sono presente per una simpatia è una lunga storia di contatti, risalenti a 20 anni fa, con Il Molino”, ci dice Martinelli. “Ma soprattutto sono qua”, prosegue l’ex consigliere di Stato, “per protestare contro la deriva autoritaria che la destra sta imprimendo al Ticino”. Una deriva che, “comincia a fare paura”, ci dichiara Martinelli. 

Prima della partenza del corteo abbiamo raccolto il pensiero di un altro volto noto presente in Piazza: Gianni Frizzo, leader dello storico sciopero delle Officine. Frizzo, ci dice, è presente per lanciare “un segnale di affetto, vicinanza e solidarietà a chi ha subito l’atto di violenza della demolizione del Macello”. “Soprattutto”, prosegue, “per aderire a una forma di pensiero non omologata e che non sia una forma di pensiero unico, dove c’è chi detta le regole e chi non deve far nient’altro che subirle. Credo che questa idea, di una società diversa e chi la persegue, sia importante che non vengano soffocati dalle istituzioni, ancor di più se in modo violento. Farlo credo non sia degno di un Paese che si definisce democratico”, conclude Frizzo. “La mia presenza qui è stata pertanto spontanea, un atto doveroso”.

Fra i presenti alla manifestazione di oggi in difesa dell’autogestione anche Carola Barchi, candidata al Consiglio comunale di Lugano per il Plr, promotrice, insieme al collega di lista Augusto Bernasconi, di un appello contro lo sgombero dell’ex Macello, sottoscritto da diverse personalità (vedi qui), e tuttavia, visti i fatti dello scorso sabato, rimasto inascoltato. Oggi erano molte le persone presenti alla manifestazione, che ha raggiunto una partecipazione per certi versi sorprendente. “Sono qui presente in difesa dello Stato di diritto”, ci dice Carola Barchi, “perché mi hanno raccontato menzogne. Voglio che il Municipio faccia piena trasparenza e che non racconti falsità, perché non ce le ‘beviamo’. Ho incontrato tanta gente, che non è né pro né contro i 'molinari', ma che è stufa che il Municipio dica delle menzogne”, ci dichiara.

Federica Colombo Mattei, consigliera comunale del Ppd di Lugano (una Ppd di sinistra, come ci ha detto), l’abbiamo avvicinata in Piazza Molino Nuovo, dove si è concluso il corteo, e, ci ha detto, ha voluto essere presente a favore della “libertà di pensiero, che a Lugano ultimamente sembra non essere più un tema”. Soprattutto, ci ha detto, “mi interessa capire come promuovere una politica attrattiva per i giovani. Si parla molto di una città non attrattiva e dei giovani che se ne vanno. Anche questo è un tema da affrontare”, ci dice, come l’importanza di avere “espressioni culturali diverse, se vogliamo diventare una vera Città”.