Morti di covid: una vignetta che fa discutere. Male.

Morti di covid: una vignetta che fa discutere. Male.

Agosto 23, 2020 - 18:18
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4 morti per covid sono terribili, e allora cosa sono 483 per tumore? La vignetta postata dal medico Zangrillo, che nonostante lavori nello stesso ospedale, ha tesi piuttosto diverse da Burioni. 

Una vignetta che fa discutere. E ci sta. Il problema è che a guardare tali discussioni non è che si discuta molto del contenuto di essa, ma piuttosto si assiste alla “tifoseria” dei pro e i contro (quest’ultimi in particolare non brillano molto per argomentazioni).

La vignetta è firmata da Ghisberto, come spiega un articolo del Corriere della Sera, ma a portarla alla ribalta è stato Alberto Zangrillo, primario dell’Unità operativa di anestesia e rianimazione dell’Ospedale San Raffaele di Milano, lo stesso ospedale del “frontman” del coronavirus in Italia Roberto Burioni, che ha (perlomeno quando di esprime in pubblico) opinioni diametralmente opposte a Zangrillo. Zangrillo è infatti molto noto per una sua dichiarazione rilasciata a La7, in cui invitava a non esagerare la situazione sul fronte del covid, che a fine luglio era stata una nota stridente nell’allarmismo imperante. "Ne ho le p... piene, un morto per Covid in Lombardia non significa nulla”, aveva detto a “Focus In Onda”. “Vi spiego, non faccio parte del Comitato Tecnico Scientifico, ma mi aspetto che il Comitato Tecnico Scientifico dica la verità agli italiani: uscite tranquillamente, riprendete a vivere, andate al ristorante, andate in banca, andate in vacanza. Se entrate in un locale chiuso, mettete la mascherina, ma continuate a vivere più di prima. Altrimenti la società non parte e Conte tra due anni, se c’è ancora, dovrà chiederne 800 di miliardi”.

Venendo alla vignetta in questione, il suo messaggio, è piuttosto lapalissiano: un personaggio che ha le sembianze della morte (con un gregge di pecore al seguito) dice che il numero di quattro morti per covid in Italia “è terribile”. Un altro risponde: “Ieri in Italia sono morte anche 638 persone per malattie cardiocircolatorie e 483 per tumore! Questo è davvero terribile”. La provocazione è chiara: a un morto di covid viene dato un certo risalto, e soprattutto corrispondono certe misure di restrizione, mentre a un morto per un’altra causa no (ovviamente le altre due patologie non sono contagiose e le misure di prevenzione sarebbero diverse, ma, per stare ai fatti italiani, ci si potrebbe chiedere quanti morti di tumore ha causato l’Ilva di Taranto, oppure un’alimentazione non adeguata nelle patologie cardiovascolari, giusto per fare due esempi. Per "ticinesizzare" la provocazione, uscendo dal campo della sanità, si potrebbe dire che in queste settimane uccidono di più le escursioni in montagna che il covid). Una discussione sicuramente ampia e articolata e che andrebbe affrontata con una certa serietà, che aprire di certo non farebbe male. Il Corriere della Sera, molto solerte nel riferire della “gazzarra” sui social però, nell’articolo che riferisce della vicenda, non si degna nemmeno di dirci se i dati citati nella vignetta siano effettivamente corretti. Non la migliore delle premesse per aprire un esercizio dialettico…