Mps. Confermata la stangata ai dipendenti del comune

Mps. Confermata la stangata ai dipendenti del comune

Agosto 19, 2019 - 12:14
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Riceviamo e pubblichiamo

Questa mattina il Municipio di Bellinzona ha pubblicato il messaggio sul cosiddetto “risanamento”
della cassa pensione dei dipendenti comunali dopo il passaggio, avvenuto due anni or sono, alla
nuova cassa pensione.

Nelle scorse settimane il Municipio e il FUD avevano concordato un versamento di 6 milioni a
compensazione (assai parziale) delle perdite pensionistiche che subiranno i dipendenti. Questo
accordo (alla base del messaggio) deve tuttavia ancora essere sottoposto ad un’assemblea dei
lavoratori-assicurati la cui data non è ancora stata fissata.

Già il fatto di pubblicare un messaggio che non ha ancora avuto l’avallo dei diretti interessati non
solo rappresenta una indebita pressione sui lavoratori (significa che il Municipio non è disposto a
concedere di più, decretando così la fine del negoziato), ma anche un modo di negoziare e trattare al
di fuori di qualsiasi atteggiamento democratico e costruttivo: atteggiamento che distingue in questi
ultimi anni il Municipio di Bellinzona.

Quanto al contenuto del messaggio, esso non fa che confermare le critiche che l’MPS ha rivolto sia
all’esecutivo che al progetto di accordo presentato: esso è insufficiente a compensare in maniera
adeguata le perdite subite dai lavoratori e, soprattutto, ad onorare le promesse fatte al momento del
cambiamento di cassa, cioè il mantenimento dei diritti acquisiti sia in materia di rendite che di
diritto al pensionamento anticipato.

Nel dettaglio si nota che, nel frattempo, la somma messa a disposizione è già scesa da 6 a 5,8
milioni. Ai dipendenti verrà inoltre chiesto un ulteriore contributo, tramite un aumento della
trattenuta del 0,7%, unitamente alla riduzione del tasso d'interesse sui capitali: "I dipendenti, dal
canto loro, oltre assumersi l'onere del 50% dell'aumento dei contributi ordinari annuali, prendono
a carico tramite un tasso di remunerazione del risparmio inferiore a quello garantito dalla "cassa
comune" il passaggio, nel giro di 4/5 anni, alla cassa comune" grazie a un aumento progressivo del
grado di copertura (così da allinearlo appunto a quello della "cassa comune")." Si tratta,
complessivamente, di una diminuzione del reddito disponibile di almeno l’1,5%.
Sarebbe interessante chiedere al Municipio quando e come il personale ha deciso di assumersi
l'onere del 50% dell'aumento dei contributi ordinari annuali e una riduzione del loro tasso di
remunerazione del risparmio. Fino a prova del contrario il personale non ha proprio deciso nulla di
tutto questo.

Sul problema principale, cioè il mancato rispetto della parola data relativamente alle prestazioni del
pensionamento anticipato, il Municipio per il momento fa orecchie da mercante…evitando di
affrontare il problema che, per contro, è uno degli aspetti fondamentali della crisi che investe il
rapporto di fiducia tra il Municipio e la stragrande maggioranza dei dipendenti sottoposti alla cassa
pensione.

Ricordiamo infine che anche sulla questione relativa all’evoluzione delle rendite, il Municipio
mostra la propria inettitudine (o malafede?) quando afferma, come fa in questo messaggio e come a
più riprese ha già fatto anche attraverso gli interventi del sindaco Branda in consiglio comunale, che
la perdita in materia di rendite è da ascrivere alla diminuzione del tasso di conversione deciso dalla
nuova cassa pensione.

Quando gli onorevoli Municipali, al momento del passaggio della vecchia alla nuova cassa
pensione, promettevano e giuravano che il personale avrebbe mantenuto le stesse prestazioni, non
potevano non sapere che la questione del tasso di conversione (legato al tasso di copertura delle
casse pensioni) è il nodo centrale attorno al quale si sta discutendo in Svizzera da ormai oltre un
decennio. Qualsiasi cittadino svizzero sa questo, poiché siamo stati chiamati, negli ultimi dieci anni,
a votare almeno a tre riprese su proposte di abbassamento del tasso di conversione (e quindi delle
rendite), proposte sempre respinte.

C’è da chiedersi dove i membri del Municipio abbiano vissuto in questi ultimi dieci anni, sentendoli
fare promesse che sapevano benissimo non avrebbero potuto mantenere: non essere al corrente di
queste dinamiche è grave per un amministratore pubblico, lo è ancor di più se si è al corrente e si
affermano cose che si sa verranno smentite dall’evoluzione della realtà.
Il gruppo MPS-POP-Indipendenti sottolineerà quindi in Consiglio Comunale come le misure
proposte siano insufficienti; lo ha d’altronde già fatto, in sintonia anche con le richieste che la
maggioranza del personale ha presentato attraverso una petizione, inoltrando una mozione in
Consiglio Comunale, tuttora inevasa e che, a nostro giudizio, dovrebbe essere affrontata prima del
messaggio in questione.