Mps-Pop: i molti volti dell'opposizione

Mps-Pop: i molti volti dell'opposizione

Gennaio 24, 2019 - 17:42
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I cinque candidati dell'Mps-Pop-Indipendenti e la loro lista: anti-capitalista, femminista e ecosocialista.

Cinque volti per la lista per il Consiglio di Stato dell’Mps-Pop-Indipendenti (Movimento per il socialismo - Partito operaio popolare) che rappresentano diversi temi e sensibilità che la lista vuole riunire e rappresentare, tutti all’insegna dell’opposizione alle politiche sinora attuati in Ticino.
l’unica reale forza di opposizione in corsa per le cantonali di aprile, l’ha definita Matteo Pronzini, granconisgliere Mps, in occasione della presentazione dello scorso martedì. “È un dato di fatto”, ci dice Pronzini. “Se analizziamo questi quattro anni, sia nel parlamento che fuori, siamo l'unica lista che realmente si è opposta alle fallimentari politiche del Governo, sostenute dai partiti di Governo”. “Non dimentichiamoci”, prosegue il deputato, “che le scelte principali sono sempre state sostenute da tutti i partiti in Parlamento, con qualche 'giochino' tipico del teatrino della politica in occasione delle votazioni popolari: dal tema del lavoro, agli ospedali e la sanità. alla scuola, siamo gli unici che si sono coerentemente opposti alle politiche del Consiglio di Stato”.
Fra i punti centrali della proposta politica di questo lista ovviamente le tematiche del lavoro. Leonardo Schmid, segretario del Pop, anche lui sulla lista per il Consiglio di Stato,  sindacalista Unia, nei bassi salari e nella crescita della disoccupazione in Ticino i due punti attualmente più critici in quest’ambito. Statistiche Seco a parte per Schmid bisogna includere nei disoccupati anche  coloro che hanno esaurito le indennità. “La disoccupazione reale è al 7-8%, un dato tutt'altro che roseo”, ci dice. “Con una disoccupazione così forte si crea una pressione sui salari per chi ancora lavora, a cui i lavoratori devono per forza adeguarsi, se non si vogliono perdere il posto di lavoro”.
“Bisogna continuare a lottare e organizzarsi per un salario che permetta perlomeno di non dover chiedere aiuti allo Stato. Però è già lo stesso Stato che fissa un salario al di sotto di questa soglia, ci vuole un salario minimo”.
Una lista che vuole rappresentare anche le sensibilità femministe. “Si pensa spesso la Svizzera sia un paese all'avanguardia su questo tema”, spiega Claudia Leu, uno dei due volti femminili sulla lista per il Governo. “Non è così. Specialmente in Ticino. Di risposte da parte della politica finora non ve ne sono state. Dobbiamo batterci. Le donne sono stufe di subire discriminazioni e violenze. Dobbiamo farci avanti anche attraverso collettivi, gruppi e sindacati. L'uguaglianza fra uomo e donna deve essere applicata”.
Simona Arigoni Zürcher rappresenta le sensibilità più ecologiste. Già esponente dei Verdi, per lei, ci dice, il passaggio alla lista Mps-Pop è stato obbligato. “Da sempre sono sinistra”, ci dichara. “L'attuale modello di economia capitalista non si prenderà mai la responsabilità di mettere in pratica dei veri cambiamenti nell'ambito ambientale, perché mette il profitto prima di tutto. L’attuale situazione dell’ambiente mi preoccupa molto, specialmente per le generazioni future. Senza l'abbandono dell'economia capitalista non riusciremo a sopravvivere: forse ce la farà la mia generazione, ma i miei figli sicuramente no”.
Per dare un colpo d’occhio anche fuori dai confini della Svizzera abbiamo chiesto un commento a Angelica Lepori, candidata anche lei al Consiglio di Stato, sull’attuale clima in Francia, in cui prosegue la mobilitazione dei “gilet gialli”. Una mobilitazione che per certi versi sembra in contraddizione con le rivendicazioni di una forza di sinistra.  “Come tutti i movimenti sociali sono attraversati da grandi contraddizioni. Ci sono anche forze politiche di estrema destra che tentano di cavalcare la mobilitazione a loro vantaggio”, ci dice Angelica Lepori. “Credo però che le forze sindacali e le forze di sinistra debbano impegnarsi in questo movimento, non per dettare la linea, ma per capire le ragioni che portano a questa frustrazione e discutere le proposte politiche. Dire che sono movimenti di destra e animati da persone che non hanno idee di sinistra secondo me è un atteggiamento sbagliato, che lascia nelle mani della destra questo malcontento sociale”.