Multinazionali responsabili: meglio muoversi per tempo che "schiantarsi"

Multinazionali responsabili: meglio muoversi per tempo che "schiantarsi"

Marzo 13, 2019 - 12:29
Posted in:

Ospite ieri sera di Amnesty International l'ex consigliera di Stato Laura Sadis ha parlato dell'iniziativa per multinazionali responsabili.

A poche ore dalla tirata votazione in Consiglio degli Stati sulle norme inerenti le responsabilità delle multinazionali svizzere che operano all’estero, a parlare dell’iniziativa per “multinazionali responsabili”, ospite ieri sera della sezione ticinese di Amnesty International, c’era l’ex consigliera di Stato e consigliera nazionale Laura Sadis.
Ieri il Consiglio degli Stati ha infatti respinto (con uno scarto di soli 2 voti) il controprogetto all’iniziativa che voleva che le multinazionali con sede in Svizzera applichino il rispetto dei diritti umani e dell’ambiente nei loro affari all’estero, con la possibilità di essere chiamate di fronte alle loro responsabilità in caso di violazione (tramite il principio dell’obbligo di Dovuta Diligenza, “Due Diligence”). Ovviamente gli Stati hanno raccomandato anche di respingere l’iniziativa.
Laura Sadis, rispondendo alle domane del giornalista Lorenzo Erroi, si è detta “stupita” dalle opposizioni provenienti anche verso il controprogetto (dunque una versione più “soft” dell’iniziativa ) da parte delle associazioni che rappresentano l’economia. Per Laura Sadis con quanto chiesto dall’iniziativa si andrebbe ad applicare con regole più precise e concrete gli impegni che già la Svizzera ha preso in termini di tutela dei diritti umani e dell’ambiente. Non si tratta dunque, per l’ex consigliera di Stato, di mettere sul banco degli imputati l’economia in sé, ma di mettere di fronte alle proprie responsabilità quelle aziende operanti all’estero che sia dimostrato abbiano violato le diritti umani e norme ambientali, anche tramite aziende controllate o fornitrici all’estero. Ciò anche a tutela delle aziende che si comportano in modo corretto (tanto che molti imprenditori che hanno già fatto la loro scelta in termini di responsabilità sostengono l’iniziativa, ha detto Sadis). Tanto più, ha osservato l’ex consigliera nazionale, che gli enormi danni in termini economici paventati da alcuni, non sono realistici.  Anzi, sarebbe meglio per la Svizzera, ha sostenuto, muoversi per tempo di propria iniziativa, piuttosto che (come nei casi dell’oro ebraico o del segreto bancario), resistere inutilmente, senza prepararsi a un cambiamento già noto (e deciso sul piano internazionale) per poi trovarsi costretti a cedere su tutta la linea, o, per dirla con le parole dell’esponente politica, “fare muro contro muro per poi schiantarsi”, invece che prepararsi per tempo.
Anche la motivazione, che i contrari a iniziativa e controprogetto hanno addotto, ovvero che l’approvazione di quanto chiesto dagli iniziativisti causerebbe una “valanga” di cause contro aziende con sede in Svizzera, non è secondo Laura Sadis uno scenario realistico.
 
 
 
n.f.