Municipi contro Governo. Bertoli contro Bertoli

Municipi contro Governo. Bertoli contro Bertoli

Marzo 12, 2020 - 09:02
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Il Consiglio di Stato ha deciso che le scuole dell'obbligo rimangono aperte, ma alcuni Comuni vogliono fare di testa loro (ma d'altra parte il 5 aprile si vota, no?). I bambini dovrebbero starsene a casa dunque, magari con i nonni? Intanto gli over 65 continuano ad andare al bar?

Si apprende dai media che alcuni comuni del Canton Ticino stanno procedendo di loro iniziativa alla chiusura delle scuole (elementari). Bene, siamo a Municipi che si schierano contro le disposizioni del Consiglio di Stato. È un chiaro tentativo di forzare la mano al Governo cantonale. Bene e complimenti. Proseguiamo così, è quello che ci vuole in un momento di crisi e di emergenza come questo. Un bel cortocircuito istituzionale, dove gli esecutivi comunali si mettono contro contro l'esecutivo cantonale, tanto per fare un po' di confusione (e soprattutto profilarsi verso le mamme e i papà apprensivi in vista delle elezioni comunali. Visto che gli eventi politici sono quasi tutti annullati, bisogna trovare il modo di ottenere un po' di visibilità in questa fase da coronavirus!!).
 
Bene. Speculiamo gente (leggi municipali), speculiamo! D'altronde anche se è stato ribadito fino alla noia, che non c'è nessuna evidenza scientifica che giustifica la chiusura delle scuole dell'obbligo (parole del medico cantonale), ecco che ognuno, dai genitori ai Municipi, fa di testa sua!
 
Anche Franco Cavalli, in uno scritto ieri ha ribadito che le scuole dell'obbligo devono rimanere aperte, soprattutto perché se i ragazzi e i bambini che vanno a scuola hanno dei genitori che lavorano, magari di loro se ne devono occupare i nonni. E questo si che sarebbe un gran problema, con un’espansione dei contagi allucinante!
 
 
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Una domanda molto semplice. Il comune di Monteceneri, sembrerebbe che abbia deciso di chiudere le scuole elementari. Bene. E chi si occuperà di quei bambini e quei ragazzini che hanno entrambi i genitori che lavorano? E per quelle famiglie monoparentali in cui la madre lavora che si fa?
La televisione italiana ha mostrato dove vanno i ragazzi con le scuole chiuse. In piazza, nei parchi, e in tutti quei luoghi che sono di aggregazione. È questa la soluzione al pericolo di contagi?
 
 
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Sempre Cavalli nello scritto di ieri cita che semmai bisognerebbe avere il coraggio di chiudere tutte le attività produttive. 
 
Ecco, se si vogliono chiudere le scuole, allora si abbia il coraggio di decidere di chiudere tutto, cantieri, fabbriche, uffici, servizi dello Stato, ecc...  .
 
Ma anche questa strada mostra dei limiti. Chi frequenta le scuole dell'obbligo e ha entrambi i genitori che lavorano nel settore sanitario che fa? Permettiamo al personale sanitario che ha dei figli di poter rimanere a casa a seguire i propri figli? Evidentemente no. 
 
 
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C'è un Consiglio di Stato che meno di un anno fa ha avuto la fiducia degli abitanti di questo Cantone con le elezioni cantonali, per gestire il nostro Cantone (anche in caso di emergenza). Non si può dire che la situazione in Ticino sia, allo stato attuale, fuori controllo. Le misure prese, se si ragiona razionalmente, sono proporzionali alla situazione. Prima hanno chiuso i grandi eventi legati al Carnevale e fatto giocare le partite di hockey a porte chiuse, poi impedito le manifestazioni con più di 150 persone e con persone che provenissero dall'Italia. Se c'era qualche critica da fare al Governo cantonale, ci sembra fosse quella di non aver bloccato già il lunedì il Rabadan (che essendo il più grande carnevale della Svizzera italiana, ha radunato molte più persone di quante ne poteva radunare Tesserete o Biasca.). Ma chi ora scende in campo, contro il Consiglio di Stato, era silente quando il Governo era troppo indulgente con il Rabadan (anche in questo caso, ci spiace sottolinearlo, l'unica personalità pubblica che criticò il Governo è stata Franco Cavalli). Adesso invece tutti vogliono dire la loro su cosa fare sul coronavirus.
 
 
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Intanto molti, anzi, troppi, bar nel nostro cantone sono pieni di anziani, che tranquillamente continuano ad andare nel loro locale preferito. Bene. 
 
Ma i dati he noi abbiamo pubblicato ieri, nella nostra rubrica Ultima parola, raccolti sul più grande campione statistico a disposizione, ci dicono in modo inequivocabile chi muore e chi ha bisogno di cure intense per il Coronovius. Non sono né i bambini, né i ragazzini, quelli che rischiano seriamente per colpa del coronavirus! Sono gli over 65!!!!
 
Allora se i Municipi vogliono fare qualcosa di utile, potrebbero utilizzare la polizia comunale (o intercomunale) o i propri uscieri, per andare nei bar e consigliare agli anziani di starsene a casa. 
 
Secondo il nostro modesto parere avrebbe più senso che chiudere le scuole dell'obbligo. D'altra parte sia Vitta, sia De Rosa, sia Merlani, in tutte le conferenza stampa hanno ribadito che la fascia di popolazione più a rischio è quella anziana.
 
 
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La scelta dell'esecutivo di Cadenazzo guidato dal Plr Marco Bertoli ha adottato una linea più moderata di quella del comune Monteceneri. A Cadenazzo chi vuole porta i figli a scuola, chi preferisce tenerli a casa viene accettato. 
 
Marco Bertoli e colleghi dovrebbero per lo meno far dichiarare ai genitori che vogliono tenere a casa i figli, che però non verranno lasciati dai nonni. Se no che precauzione è? E comunque meglio, allo stato attuale dell'epidemia nel nostro Cantone la soluzione dell'altro Bertoli, Manuele, che come capo del Decs ha deciso che le scuole dell'obbligo devono rimanere aperte (anche se siamo certi che grazie al gran can can di alcuni media e di alcuni politici ora sarà obbligato a far marcia indietro).