Né santi, né eroi...solo Zanardi

Né santi, né eroi...solo Zanardi

Luglio 04, 2020 - 18:02
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Ritorna Banditi e Campioni, dopo una settimana di assenza ingiustificata. 

Alex Zanardi è un personaggio affascinante. Nonostante nel 2001 abbia perso le gambe in un incidente automobilistico – durante una gara del campionato Champ Car (la vecchia CART), sul circuito Lausitzring, in Germania – il pilota è riuscito a risollevarsi al meglio. Zanardi è stato capace di rinascere e di reinventarsi. Un prova di resilienza che lo ha portato a vincere quattro medaglie d’oro ai giochi paralimpici: due a Londra 2012 e due a Rio de Janeiro 2016, quale atleta paraciclista. Purtroppo, lo scorso 19 giugno Zanardi è balzato agli onori delle cronache a causa di nuovo gravissimo incidente, avvenuto durante una staffetta di beneficenza in handbike.

Con prepotenza ha preso nuovo vigore una certa retorica che, sin dal 2001, aleggia attorno a Zanardi: quella della mitizzazione, dell’eroe. Si tratta di una retorica che lo stesso Zanardi ha sempre rifiutato, consapevole del fatto che – dopo il suo primo incidente – l’essere stato un pilota professionista di un certo livello lo ha aiutato. Dicendo questo, si badi bene, non si vogliono certamente sminuire né la forza di volontà, né nessun’altra virtù di Zanardi. Semplicemente, si vuole rendere attenti al fatto che Zanardi è solo un uomo, con i suoi pregi e i suoi difetti. Insomma, Zanardi è solo Zanardi: e non è poco.

Nella nostra società, la mitizzazione rischia di trasformare l’uomo in celebrità, ovvero in una persona nota unicamente per la sua notorietà, come spiegava Zygmunt Bauman nel saggio Vita liquida. Nel caso di Zanardi, quindi, il culto dell’eroe non rende merito al campione, e ancor meno all’uomo. In generale, invece, il culto dell’eroe elimina la critica, facendoci dimenticare che un campione può essere anche un bandito, come dimostrano le molte stelle dello sport che evadono il fisco.

Parafrasando il testo della canzone La stazione di Zima, di Roberto Vecchioni, lasciamo a Zanardi il sogno di esser uomo e l’orgoglio smisurato di esser solo un uomo.

 

TM