Nella calza della Befana, che cosa si trova: Marty o Del Ponte?

Nella calza della Befana, che cosa si trova: Marty o Del Ponte?

Gennaio 07, 2019 - 14:52

Due personaggi con profilo simile (ma qualche divergenza) si raccontano 

L'Epifania tutte le feste si porta via. Così dicevano i nostri nonni. Con la "Befana" di oggi finisce un intero mese dedicato ai regali, iniziato con San Nicolao, ai primi di dicembre, continuato con il piatto forte di Natale e conclusosi con il 6 gennaio.
Un mese che per la stragrande maggioranza delle persone, è una corsa contro il tempo nella ricerca frenetica di possibili regali, passando ore ed ore fra un negozio e l'altro.
Alcuni usano ancora nonostante l'avvento dei "book" e di tutte le altre diavolerie tecnologiche regalare un libro. E quest'anno in Ticino c'era la possibilità di reperire in qualche libreria due pubblicazioni, che sicuramente diventeranno dei best-seller, di due diversi personaggi molto conosciuti dall'opinione pubblica: "Une certaine idée de la justice" di Dick Marty e "Gli impuniti" di Carla Del Ponte.
Del Ponte e Marty hanno condiviso la stessa idea politica e lo stesso partito, ovvero il Plr, e l'aver dedicato molti anni della loro vita professionale alla giustizia, sia cantonale che internazionale.
Carla Del Ponte è stata la prima donna ticinese ad arrivare ai vertici della Procura del nostro Cantone (prima alla Procura sottocenerina e poi dopo l'unificazione alla Procura del Cantone a Lugano), poi è approdata, sempre come prima donna, ai vertici della Procura federale (dove ha avuto qualche "disguido" con Peter Regli, allora capo del Servizio di informazione della Confederazione) dove si occupò fra l'altro anche dei soldi russi di Boris Eltsin che transitavano sull'allora Banca Del Gottardo, grazie a informazioni raccolte da un uomo molto vicino agli interessi finanziari della famiglia Eltsin, che operava per la banca. Poi l'ascesa internazionale, con il prestigioso incarico al Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia, dove è passata alla storia per il processo a Milosevic. Dopo questa esperienza, tornata in Svizzera, ha avuto una breve parentesi come ambasciatrice in Argentina, per poi subito dimettersi e tornare ad occuparsi di incarichi internazionali come quello più recente sulla Siria.
Dick Marty invece è stato al vertice della Procura sopracenerina per poi nel 1989 entrare in Governo, prendendo il posto di Claudio Generali e dopo solo sei anni di permanenza nell'Esecutivo cantonale, trasferirsi a Berna, nel 1995, succedendo al Senato al locarnese Sergio Salvioni, dove è rimasto fino al 2011. Marty si è occupato per il Consiglio d'Europa (che non è l'Ue ed è un organismo a cui la Svizzera aderisce)  delle indagini inerenti i cosiddetti "voli Cia" che erano stati attuati dagli Usa dopo l'11 settembre (di questo tema se ne è occupato lungamente anche l'europarlamentare italiano Claudio Fava).
Nonostante le carriere molto simili, i due personaggi ticinesi hanno un'idea di Giustizia abbastanza diversa (soprattutto in ambito internazionale) e proprio l'ex consigliere di Stato giubiaschese in una lunga intervista a la Regione qualche settimana prima di Natale ha criticato il modo di operare di Carla Del Ponte nella vicenda siriana.
Ci saranno lettori che preferiranno il libro di Marty e altri che preferiranno quello di Carla Del Ponte. Sicuramente per questo Natale se fosse ancora vivo il compianto giornalista Sidney Rotalinti avrebbe acquistato quello di Marty e non quello della Del Ponte. Come possiamo immaginare che il "mitico" commissario di polizia ticinese Fausto Cattaneo (per gli amici "Tato") preferisca la lettura del libro dell'ex Senatore. Come altresì possiamo immaginare che l'ex consigliere nazionale Ppd, nonché già membro del cda della Banca Popolare Svizzera, della Fimo (che nella sua galassia aveva la Banca Alberis, poi divenuta Banca Adamas, e che infine è stata acquistata dalla Banca Popolare di Lodi di Fiorani) e del Credit Suisse, Gianfranco Cotti (soprannominato anche "Giandollaro"), probabilmente preferisca leggere il libro della signora Del Ponte. Ma l'ex procuratore e attuale granconsigliere Jacques Ducry, quale dei due libri ha trovato sotto l'albero di Natale (o nella calza della Befana)? E l'ex procuratore pubblico Paolo Bernasconi quale dei due libri ha regalato ai suoi amici? Forse entrambi, non siamo in grado di saperlo. Ma quello che è certo è che dopo il confronto a distanza sulle due testate giornalistiche più importanti del Cantone, dove prima Dick Marty si fa intervistare da la Regione, e qualche giorno dopo il Corriere del Ticino esce con la pubblicazione di un'intervista a Carla Del Ponte, il "duello" fra i due ex magistrati continuerà in libreria, a suon di copie vendute (anche se ad onor del vero Marty parte sfavorito visto che il suo libro è pubblicato in francese e non è ancora stato tradotto in italiano).