Nella corsa ai farmaci, vincono i grandi

Nella corsa ai farmaci, vincono i grandi

Luglio 08, 2020 - 19:48

La Commissione europea ha raggiunto degli accordi con la svizzera Roche e la tedesca Merck per la fornitura di farmaci sperimentali da utilizzare nelle terapia di pazienti affetti da covid-19. Lo riporta la Reuters, che cita una fonte all’interno della Commissione. Prosegue dunque la corsa ai farmaci che si sarebbero mostrati efficaci per curare il covid, dopo che a inizio mese è emerso che gli Stati Uniti si erano aggiudicati l’intera produzione trimestrale del Remdesivir, uno dei farmaci che avrebbero mostrato efficacia nel trattare la malattia.

Ora l’esecutivo UE si sarebbe aggiudicato i farmaci RoActemra di Roche e Rebif di Merck per distribuirli (o rivenderli) ai 27 Paesi membri, anche se non è chiaro se si tratti, come nel caso Usa, della totalità della produzione. In ogni caso ancora una volta la problematica della disponibilità dei farmaci torna d'attualità. Se le case farmaceutiche possono festeggiare, molti Stati che non possono permettersi accordi miliardari per la fornitura dei farmaci rischiano di rimanere con il “cerino in mano”.

Lo scorso due luglio riferivamo dell’accordo raggiunto dagli Stati Uniti per la fornitura del Remdesivir. Un po’ ironicamente nello stesso giorno in Svizzera veniva annunciato il “via libera” di Swissmedic all’utilizzo del farmaco, di cui si presume ora la disponibilità è ridotta...

2 luglio 2020

 

 

Sembra partita la corsa mondiale per l’accaparramento del Remdesivir, un farmaco che sembrerebbe essere efficace nel trattamento dei casi gravi di covid-19 (mentre nei casi più lievi la sua efficacia sarebbe limitata). Gli Stati Uniti hanno annunciato di essersi aggiudicati l’intera produzione trimestrale del farmaco prodotto dall’americana Gilead Sciences. Trump ha firmato un accordo straordinario con l’azienda che ha assicurato agli Stati Uniti 500’000 dosi del farmaco sviluppato contro l’ebola, ovvero l’intera produzione per il mese di luglio e il 90% della produzione di agosto e settembre.

Non si è fatta attendere la risposta dell’Europa, in cui pure l’Agenzia europea del farmaco (Ema) ha approvato il Remdesivir per il trattamento del covid. "La Commissione europea sta attualmente negoziando con Gilead per riservare dosi agli Stati membri dell'Ue", ha dichiarato Stefan De Keersmaecker, portavoce della Commissione europea, citato da Euronews.

Ma novità sul Remdesivir sono giunte oggi anche dalla Svizzera. Infatti oggi Swissmedic ha comunicato di aver deciso che il remdesivir può essere temporaneamente immesso in commercio e può essere utilizzato da subito più ampiamente in Svizzera per il trattamento dei pazienti affetti da COVID-19.

“Il 29 giugno 2020, Swissmedic ha ricevuto una domanda di omologazione temporanea per il remdesivir e ha avviato una procedura rapida per l’omologazione”, spiega la stessa Swissmedic in un comunicato. “Sulla base dell’ordinanza d’emergenza emanata dal Consiglio federale per combattere il coronavirus, Swissmedic ha disposto il giorno successivo, dopo un’analisi del rapporto benefici/rischi, che il remdesivir può essere temporaneamente immesso in commercio".

Ora dunque “i preparati contenenti il principio attivo remdesivir, distribuiti con il nome commerciale «Veklury», possono essere utilizzati senza omologazione negli ospedali svizzeri per il trattamento dei pazienti affetti da COVID-19 fino alla decisione di omologazione o fino alla revoca della pertinente base giuridica di emergenza”.

Per ora come detto il Remdesivir è uno dei pochi farmaci che sembrano aver dimostrato una certa efficacia nel curare il covid. Un ciclo di trattamento con remdesivir richiede una media di 6,25 fiale del farmaco e costa circa 3’200 dollari. Secondo recenti studi anche un altro farmaco, il desametasone (dal prezzo decisamente più contenuto), avrebbe mostrato una certa efficacia (vedi qui).