“Nelle elezioni non si fanno prigionieri (un voto solo a Marina)”

“Nelle elezioni non si fanno prigionieri (un voto solo a Marina)”

“Nelle elezioni non si fanno prigionieri (un voto solo a Marina)”

Novembre 14, 2019 - 20:50
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Il discorso di Manuele Bertoli alla festa di Marina Carobbio. Il consigliere di Stato socialista ha auspicato che si rompa la “tradizione” della rappresentanza borghese al Consiglio degli Stati, ma ha pure invitato a pensare al “dopo” elezioni…

"Nelle elezioni non si fanno prigionieri". Parola del consigliere di Stato socialista Manuele Bertoli, che lo scorso sabato, alla festa socialista in sostegno alla candidata al Consiglio degli Stati Marina Carobbio (vedi qui) ha invitato il popolo della sinistra ad esprimere un voto unico per la consigliera nazionale socialista. Come tutti gli osservatori politici sanno bene, nell'ultimo decennio il Ps è stato diviso dalla "diarchia" fra la linea di Manuele Bertoli (più moderata e votata al compromesso, che rappresenta il pragmatismo a volte estremo del consigliere di Stato socialista) e quella di Marina Carobbio (più orientata verso le istanze della sinistra radicale), ma nonostante ciò a Giubiasco sabato 9 novembre il Partito socialista Ticino si è compattato come non mai (o meglio, come fece nel 2003 attorno all'allora consigliera di Stato Patrizia Pesenti, che aveva subito lo "scippo" di buona parte del Dss) attorno alla candidata al Consiglio degli Stati di Lumino.
Mai come in questa tornata elettorale la sinistra è vicina a portare un proprio rappresentate in Consiglio degli Stati, la “Camera delle tradizioni”, speculare alla “Camera dell’innovazione”, ovvero il Consiglio nazionale, ha detto Bertoli nel suo intervento. Nel suo discorso il consigliere di Stato socialista ha auspicato che la “tradizione” della rappresentanza Plr-Ppd in Consiglio degli Stati il 17 novembre cambi, con la prima esponente della sinistra ticinese eletta. “Un cambiamento che il Ticino si merita”, ha detto Bertoli. 
Nel suo intervento Bertoli ha fatto anche la sua analisi del voto dei ticinesi, sia il 20 ottobre, per le elezioni nazionali, che per le cantonali dello scorso 7 aprile. 
Alle Cantonali, ha detto Bertoli, vi è stato un risultato “incoraggiante”, che ha permesso, con la congiunzione delle forze di sinistra al Consiglio nazionale, di ottenere complessivamente il 28% dei voti. Un risultato “straordinario”.  
Ciò tuttavia non basta per arrivare alla maggioranza, ha detto il consigliere di Stato, invitando a non tralasciare, invece, un’altra tradizione. “Dicevo sempre a Giuliano Bignasca”, ha detto Bertoli, “che la politica non finisce con le elezioni, non è una partita di calcio. Il lavoro lì comincia e dobbiamo ottenere dei risultati concreti per chi ci vota. Ogni tanto dobbiamo fare delle battaglie frontali, ogni tanto dobbiamo trovare delle maggioranze con altri”. 
Ma, come detto da Bertoli, questo è quanto si dovrà fare dopo il 17 di novembre. Oggi “o la va o la spacca”.