Nicola Pini: a Locarno presenteremo una lista sia giovane che d'esperienza

Nicola Pini: a Locarno presenteremo una lista sia giovane che d'esperienza

Gennaio 20, 2016 - 11:45
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Ticinotoday intervista il granconsigliere Plr Nicola Pini in merito alla sua decisione di non candidarsi per il Municipio di Locarno, da noi anticipata, e sullo stato della politica locarnese, fra i liberali e non.

Lei, Signor Pini, ha deciso di non candidarsi per il Municipio di Locarno. Una scelta dettata del suo impegno in Gran Consiglio o piuttosto dal fatto che una sua candidatura avrebbe potuto creare seri problemi al sindaco Alain Scherrer?

I motivi della mia mancata disponibilità a candidarmi per il Municipio sono professionali e politici. Professionali perché sto aprendo una mia ditta di consulenza e ho ricevuto un primo importante incarico quale Manager regionale della Valle Onsernone. Politici perché - oltre ai ruoli di vicepresidente cantonale e presidente distrettuale PLR - le mie attività di Gran Consigliere e membro della Commissione gestione e finanze dello stesso parlamento mi assorbono molto tempo e molte energie. È stata una decisione sofferta perché amo Locarno e il Locarnese, per questo ho dato la mia disponibilità a candidarmi al Consiglio comunale e a livello cantonale mi sto impegnando su dossier importanti per la nostra regione, come il collegamento veloce A2-A13 e la realizzazione di un polo formativo turistico e alberghiero nel Locarnese.   

 
Come giudica la lista che il suo partito, il Plr, presenterà per il Municipio? La ritiene sufficientemente forte per riconfermare i tre seggi?
Non ho dubbi sul fatto che il PLR di Locarno saprà affiancare ai tre apprezzati uscenti - Alain Scherrer, Davide Giovannacci e Niccolò Salvioni - altri profili interessanti per l'elettore locarnese, sia giovani in gamba che persone di esperienza in politica e nella vita, con competenze diverse e complementari. Persone di qualità non mancano infatti nella Sezione PLR di Locarno. Più che i nomi conterà però lo spirito, che spero saprà essere positivo, propositivo e all'insegna dello spirito di squadra. I presupposti ci sono, starà a noi tutti concretizzarli. Sono poi convinto che le liste si valutano a fine, e non a inizio corsa. Pensiamo alla lista "giovane" che il PLR ha presentato alle ultime Cantonali: accolta con scetticismo, nel corso della campagna la squadra e i singoli componenti hanno saputo farsi apprezzare da molti cittadini, sfiorando di un pelo l'obiettivo della riconquista del secondo seggio in Consiglio di Stato.   

 

Alle elezioni cantonali di un anno fa e alle elezioni federali di pochi mesi fa la Lega è cresciuta molto anche a Locarno. L'insieme di Lega e Udc, difatto, contende il primato di prima formazione politica al Plr. Le elezioni comunali vivono altri tipi di dinamiche, più territoriali? E dunque vede il primato del suo partito facilmente riconfermabile o il 10 aprile a Palazzo Marcacci potrebbero esserci due leghisti?
Quattro anni fa, tra le Federali 2011 e le Comunali 2012 il PLR a Locarno ha guadagnato 200 schede, mentre Lega e UDC hanno perso più di 300 schede. Questo prova che, in politica, 1 + 1 non fa necessariamente 2, come anche che una certa differenza fra Federali e Comunali c'è. A questo aggiungo non solo che le scadenze elettorali del 2015, nonostante il forte incremento di Lega e UDC, sono state positive per il locarnese liberale radicale, che si è confermato il primo partito della regione e della Città, ma anche che la Sezione PLR di Locarno sta lavorando sodo e bene, con rinnovato spirito ed entusiasmo. Resto dunque positivo, anche se non tranquillo: mi è chiaro che dovremo lavorare tutti sodo per riconquistare la fiducia dei cittadini di Locarno. In questo senso confido molto nel Programma della Sezione: a caratterizzare l'impegno dei liberali radicali devono infatti essere le idee, la progettualità, le visioni e i risultati. E queste cose non ci mancano.  

 
Giuseppe Cotti, municipale uscente del Ppd, ha fatto sapere dalle pagine della Rivista di Locarno la sua intenzione di ricandidarsi. Secondo lei Cotti potrebbe, magari con il sostegno esterno della Lega, insidiare la poltrona di Alain Scherrer?
Ho l'impressione che Alain Scherrer sia generalmente condiviso e sostenuto quale sindaco di oggi e di domani. Sento molte persone, in Città e fuori, parlare molto bene di lui e del suo primo anno da Sindaco, come anche lodarne il modo di intendere e interpretare la politica: sono dunque fiducioso sulla sua riconferma, e questo indipendentemente dall'indubbio valore degli avversari. Siamo davvero in molti a credere in Alain.     
 
La legislatura che ci si appresta a concludere a Locarno è stata particolarmente rovente. C'è stato addirittura l'arrivo della magistratura a Palzzo Marcacci per appurare se fossero stati commessi degli illeciti o meno (ed è stato appurato che non c'era nulla che avesse una rilevanza penale). Anche il suo partito ha vissuto delle discussioni interne piuttosto animate, con da una parte il sindaco Carla Speziali e Alain Scherrer e dall'altra il vostro municipale Davide Giovannacci. Anche a sinistra c'è stata una certa divisione fra il municipale Ronnie Moretti e il resto della sua sezione, e pure nel Ppd le divisioni fra  Cotti e Caroni non sono state di lieve entità. Come spiega il fatto che in questa legislatura ci sono stata fratture "oblique" ai diversi partiti che siedono in Municipio e meno divisioni fra partiti stessi? E come crede che si possa tornare a una dialettica e semmai una contrapposizione fra partiti e non a fratture all'interno degli stessi partiti?
Le contrapposizioni non sono mai positive, siano essere fra partiti o all'interno degli stessi. Ad essere positivi sono i confronti costruttivi, leali e onesti intellettualmente, alla base di quel "governo attraverso la discussione" teorizzato da John Stuart Mill e opposto al "governo attraverso la forza". Confronti che non distruggono, ma che fanno crescere, sia chi vi partecipa sia la collettività alla quale l'impegno di chi fa politica è indirizzato. In questo senso il PLR farà la sua parte in modo attivo e importante, dandosi nel concreto delle regole deontologiche alle quali tutti i suoi candidati dovranno aderire, e che gli eletti dovranno rispettare. Vogliamo promuovere, qui e altrove, la buona politica, anche come antidoto alla purtroppo crescente disaffezione e sfiducia verso la politica.