"NO all’isolamento della Svizzera, SÌ ad un futuro legato agli Accordi Bilaterali"

"NO all’isolamento della Svizzera, SÌ ad un futuro legato agli Accordi Bilaterali"

Settembre 06, 2020 - 19:23
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Riceviamo e pubblichiamo. Comunicato stampa del Plrt. 

La votazione sull’iniziativa contro l’Accordo sulla Libera circolazione delle persone (ALC) è stata il piatto forte del Comitato cantonale riunitosi ieri sera alla Supsi di Trevano. La discussione è stata intensa ed ha coinvolto molti dei delegati presenti che non hanno mancato di esprimere le loro preoccupazioni. Alla fine il “parlamentino” liberale radicale ha espresso un chiaro NO (55 voti contrari, 6 favorevoli e un’astensione) all’Iniziativa popolare dell’UDC "Per un'immigrazione moderata" (iniziativa per la limitazione). Il PLRT desidera fortemente una Svizzera indipendente ma qui non si tratta di mettere in discussione un’adesione all’UE, che nessuno vuole. Si è invece sottolineata l’importanza fondamentale per la nostra economia e per la formazione e la ricerca di poter assicurare le migliori condizioni per difendere i posti di lavoro considerando che l’UE è il nostro cliente principale. Soprattutto nella crisi economica che dovremmo affrontare è fondamentale garantire concrete prospettive di rilancio del Paese; non dubbi e incertezze.

 

L’accordo che l’iniziativa propone di abrogare non cambia nulla invece rispetto al tema dei frontalieri o della situazione dei migranti. Il PLRT è ben consapevole dei problemi esistenti che devono essere affrontati e risolti concretamente. Il Ticino soffre fortemente la pressione della vicina Lombardia con un’evidente pressione sui salari e una concorrenza spesso scorretta. Proprio per questo motivo, ribadiamo la necessità di un cambio di marcia nell’Accordo sui frontalieri; o si pretende la firma italiana entro un termine perentorio oppure si disdica questo accordo. In caso contrario al Ticino Berna deve riconoscere una compensazione finanziaria. Con queste convinzioni la netta maggioranza ha deciso di raccomandare di respingere l’iniziativa che propone l’abolizione dell’ALC.

 

Nel suo intervento d’apertura, il presidente Caprara ha però anche analizzato la delicata fase che stiamo attraversando dal profilo economico e delle finanze pubbliche. “L’aspetto che più mi preoccupa è il rischio di innamorarsi dello Stato svizzero nel ruolo di salvatore, tutore e garante del nostro benessere. Ci dobbiamo ben ricordare i motivi che hanno permesso allo Stato svizzero di fronteggiare con bravura e in modo efficace la situazione di crisi: uno Stato con finanze sane, con una forte e sana democrazia liberale e un partenariato pubblico privato virtuoso”, ha spiegato.

 

Caprara ha però anche toccato altri due temi importanti per il futuro del partito. Il presidente ha sottolineato il recentissimo lancio del sondaggio in tutta la base del partito, invitando tutti coloro che condividono i valori liberali radicali a farsi avanti e rispondere al questionario. L’invito si è poi esteso anche all’esterno del partito per quanto concerne “Conoscere per crescere”, il corso di cultura politica sostenuto dal PLRT e nato non a caso a 20 anni esatti dalla scomparsa di Giuseppe Buffi, che - come evidenziato dal presidente - è indirizzato a cittadine e cittadini di tutte le sensibilità politiche e non solo ad esponenti liberali radicali. Proprio alla figura di Giuseppe Buffi il partito dedicherà una mattinata commemorativa il prossimo 12 settembre a Locarno.

 

Infine, il PLRT aveva già assicurato lo scorso mese di giugno il proprio sostegno all’acquisto di nuovi aerei da combattimento, al congedo paternità, al Trattamento fiscale delle spese per la cura dei figli da parte di terzi e alla revisione della legge sulla caccia. Nel corso della serata, i delegati hanno riconvocato il Congresso cantonale domenica 22 novembre 2020.

 

Decisione chiara, ma servono risposte ai problemi

Bixio Caprara, presidente: “La decisione del Comitato cantonale di bocciare l’iniziativa UDC è stata molto chiara ed è stata preceduta da un dibattito di qualità. Respingere l’iniziativa non significa però abbassare la guardia sui nervi scoperti dei nostri rapporti con l’Europa. Anzi. È quanto mai necessario portare soluzioni concrete per dare risposta ai problemi che i nostri cittadini stanno vivendo. Soprattutto in Ticino. Ad iniziare dall’annullamento dell’accordo sui frontalieri con l’Italia, che come PLRT chiediamo da tempo.”