Noi siamo Liberi e Svizzeri, signor Erdogan

Noi siamo Liberi e Svizzeri, signor Erdogan

Marzo 17, 2017 - 08:00

No, signor Erdogan, non si tratta di nazismo.
Noi non vogliamo che i Suoi uomini tengano comizi da noi perché amiamo la democrazia. Se lo ricordi, negli anni Trenta gli antifascisti ticinesi di sinistra fondarono un gruppo, si chiamava “Liberi e Svizzeri”. Fa parte della nostra identità svizzera essere solidali con i popoli oppressi.
Signor Erdogan, quando non vogliamo comizi del Suo governo non ha senso rispondere a suon di svastiche. A noi non sta bene che Lei stia facendo una riforma della Costituzione autocratica e nel contempo ha licenziato giudici e professori, imprigionato giornalisti, chiuso la stampa indipendente, imposto lo stato d’emergenza. In quelle condizioni di assenza democratica, signor Erdogan,  non si modifica la Costituzione. Punto. La Sua azione è stata talmente pesante che ha costretto addirittura i nostri giudici federali a prendere mouse e tastiera e gridare al mondo su twitter che no, noi svizzeri non possiamo essere d’accordo con la Sua politica (v. qui: https://twitter.com/ts_justice).
Se lo ricordi, noi abbiamo sempre amato la cultura turca, la sua apertura, la sua storia di crocevia dei popoli. E Lei sa bene che Costantinopoli è la nostra culla, anzitutto giuridica. Fa male vedere quello che sta succedendo in Turchia. Fa male vedere la Sua propaganda religiosa che irretisce tutto: ero inorridito vedendo la sinagoga di Adrianopoli coperta di bandiere turche e assediata da militari; le ormai innumerevoli donne con il niqab fra le viuzze di Istanbul, espressione di un maschilismo becero e una ruolizzazione atavica; vedere la speculazione edilizia feroce a cui sta sottoponendo il Suo paese; vedere l’oppressione del popolo curdo, così come atrocemente raccontata da chi torna da quei luoghi e ci racconta cosa succede avendo paura mentre lo dice; vedere milioni di esseri umani in fuga dalla guerra usati come moneta di scambio e privati della loro dignità (e va pur detto, noi europei siamo ipocriti e dimentichi della nostra storia di emigrazione quando trattiamo con Lei).
Signor Erdogan, noi siamo Liberi e Svizzeri e sappiamo bene cosa significa amare la democrazia. Noi qui lottiamo ogni giorno contro il leghismo e contro il populismo, contro chi non ama la democrazia. No, signor Erdogan, noi non siamo nazisti.
 
 
di Filippo Contarini