Nomine “allegre” in tempo di covid. Fra gli indagati anche il noto virologo

Nomine “allegre” in tempo di covid. Fra gli indagati anche il noto virologo

Ottobre 05, 2021 - 15:36
Posted in:

La Procura di Milano indaga su una serie di irregolarità nelle nomine nelle università italiane nella fase covid. Fra gli indagati anche uno dei principali esperti sul covid apparsi sui media…

Il pronto soccorso dell'ospedale di Codogno

La Procura di Milano indaga su varie ipotesi di reato riguardanti nomine “truccate” che sarebbero avvenute in diverse Università italiane. Questa mattina i carabinieri del Nas di Milano, nell’ambito di un’inchiesta ordinata dai pm Luigi Furno e dall'aggiunto Eugenio Fusco, hanno eseguito un decreto di perquisizione e sequestro a carico di 33 persone, fra cui vari professori universitari. Fra di essi 17 docenti della Statale di Milano, riferisce “La Repubblica”, oltre che, fra le altre univeristà, della Biccocca e della Cattolica (sempre Milano), de La Sapienza di Roma e dell’Università degli Studi di Torino. Le ipotesi di reato, per la maggior parte avvenute nel periodo del primo lockdown del marzo 2020, comprendono a vario titolo associazione a delinquere, turbativa d’asta, falso in atto pubblico, riferiscono i media italiani, oltre che corruzione e abuso d’ufficio. Nel decreto della Procura di Milano, di cui riferisce il Fatto quotidiano, si legge che «la situazione che emerge dall’analisi delle conversazioni intercettate è a dir poco sconcertante» e fin dall’inizio dell’inchiesta «gran parte dei concorsi banditi sono stati oggetto di condotte di addomesticamento. Trattasi di collusioni e altri metodi di turbativa che hanno inquinato sistematicamente la regolarità delle procedure di selezione in esame, sostituendo logiche clientelari al metodo meritocratico e al principio di imparzialità, che dovrebbero orientare le scelte dell’amministrazione pubblica per espresso dettato costituzionale».

Fra gli indagati, riferiscono i media italiani, vi è anche Massimo Galli, virologo divenuto particolarmente noto nell’ultimo anno e mezzo, già primario del reparto di Malattie infettive all’Ospedale Sacco di Milano (recentemente andato in pensione), uno degli “opinion leader” sul covid e numerose volte ospitato dai media per parlare della pandemia. Nello specifico, al noto virologo, sono contestati i reati, oltre d’associazione, di falso e turbativa d’asta, riferisce Il Fatto Quotidiano, in concorso con altri meno noti professori (vedi qui).

In una delle sue ultime prese di posizione pubbliche, Galli, (ironia della sorte?), aveva criticato la vicenda del giocatore del Napoli che aveva giocato una partita nonostante risultato positivo al test del covid lo scorso novembre. In una dichiarazione affidata alla Gazzetta dello Sport aveva asserito che «se infrangi regole come queste, imposte per una situazione di improvvisa necessità, commetti un illecito pesante, violando le disposizioni delle autorità sanitarie nazionali e del protocollo federale, in quest’ordine di importanza».

Nell’inchiesta appare anche il nome di un’altro noto scienziato (ma che invece dopo la fase iniziale del covid lo scorso anno è “scomparsa” dalla ribalta dei principali media italiani), non come indagata, ma come “oppositrice” del sistema di nomine: la virologa del Sacco Maria Rita Gismondo. Una parte di un «progetto illecito», scrive Il Fatto Quotidiano in base ai documenti della Procura, «non andrà a buon fine grazie al fronte opposto dalla professoressa Maria Rita Gismondo, titolare del laboratorio di microbiologia sempre al Sacco, che minaccerà (a ragione) di andare a denunciare tutto in Procura».