Non c'è pace per il "soldato" Bang

Non c'è pace per il "soldato" Bang

Maggio 16, 2019 - 17:49

Non c'è "pace" per il soldato Bang. A lanciare l'allarme, in occasione della preparazione delle liste per le elezioni cantonali, curiosamente, era stato "Popolo e Libertà", organo mensile del Ppd, che parlava addirittura di un "complotto" orchestrato in casa socialista per escludere Bingo, soprannome del deputato Henrik Bang, dal Gran Consiglio, con la candidatura per il Parlamento nel circondario di Bellinzona (che per i socialisti conta due seggi), di ben due candidati al Consiglio di Stato, Laura Riget e Danilo Forini (e tutti sanno quanto la candidatura al Governo faccia da "traino" a quella per il Legislativo). A rimanere escluso dalla competizione è stato però il buon Forini, mentre il "soldato" Bang si è egregiamente "salvato". 

Chiusa la partita delle cantonali a quanto pare non è ancora tempo di riposare per Bang. Infatti ora per lui si prospetta un altro voto, questa volta non per essere eletto, ma per essere candidato. Sulla lista Ps per il Consiglio nazionale infatti per ora c'è un nome di troppo: la commissione cerca ha proposto al comitato cantonale di ieri sera una lista su cui Bang, nonostante la sua disponibilità, non figurava. Il comitato cantonale ha deciso di approvare nove nomi, includendo Bang, e passare al Congresso la "patata bollente" di chi escludere. Vedremo se anche questa volta il popolo (in questo caso quello socialista) deciderà di salvare il "soldato" Bang... Questa volta però l'appello al salvataggio difficilmente partirà da casa Ppd, come spiegavamo già lo scorso novembre.

24 novembre 2018

Ticinotoday.ch molto prima del mensile del Ppd "Popolo e Libertà" (fino a due anni fa settimanale e addirittura fino al 1992 quotidiano), aveva segnalato, in uno breve scritto nella nostra rubrica "Schegge", le possibili difficoltà di Henrik Bang a farsi rieleggere in Gran Consiglio, visto la presenza nella lista per il Consiglio di Stato del Ps Ticino (che offre molta visibilità) di ben 2 "neofiti della politica" come Laura Riget e Danilo Forini, che potrebbero scalzarlo dal Gran Consiglio (infatti sia Forini che Riget saranno in lista anche per il Gran Consiglio e come candidati al Consiglio di Stato, la prassi vuole che abbiano grande facilità ad essere eletti in Parlamento).
Noi a differenza del mensile del Ppd diretto da Nicolò Parente che allegramente ci scopiazza, non avevamo scritto di nessun complotto in casa socialista a discapito di Bang, ma solo di una "feroce" concorrenza per farsi rieleggere.
Noi a differenza dell'organo di stampa del Ppd, sappiamo molto bene che il vero pericolo per Bang (come per Forini e Riget) sarebbe rappresentato se si candidasse la giovane Lisa Boscolo, che in ogni campagna elettorale che ha fatto finora ha sempre fatto il pieno di voti (nelle elezioni cantonali 2015, dove è arrivata da perfetta sconosciuta subito dietro proprio ad Henrik Bang, in quella tornata candidato pure al Consiglio di Stato, alle elezioni federali 2015, dove ha dato un distacco a Fabrizio Sirica impressionante e alle elezioni comunali di Bellinzona del 2017, dove ha battuto nettamente l'ex municipale di Giubiasco Züger e ancora una volta si è piazzata alle calcagna di Bang, ...). Ma i bene informati in casa Ps Ticino danno la "bertoliana" Lisa Boscolo in panchina, anche per favorire l'elezione in Parlamento dell'altro "bertoliano" Forini.
Intanto al congresso del Ps Ticino di domenica scorsa ad Arbedo, Bang si è fatto fotografare, in esclusiva per Ticinotoday.ch, proprio con i suoi due contendenti, Riget e Forini.
Incassata la "solidarietà pelosa" di "Popolo e Libertà" che ha voluto ritrarre il granconsigliere socialista come il soldato Ryan, ovviamente da salvare, "Bingo" sa molto bene che se l'8 aprile fosse rieletto per lui si aprirebbe la corsa per il Consiglio nazionale, dove quasi sicuramente (sempre in caso di rielezione in Gran Consiglio) "duellerebbe" con la municipale di Lugano Cristina Zanini Barzaghi per conquistare il secondo seggio socialista alla Camera bassa. E se il Ps Ticino (ri)conquistasse il secondo seggio al Consiglio nazionale chi ci rimetterebbe? Non la Pantani, non Chiesa, ma quasi sicuramente Marco Romano (al limite Fabio Regazzi).
Ora è bello immaginare, che nell'autunno 2019 quella pagina pubblicata questo mese su "Popolo e Libertà" di Nicolò Parente, che suona la carica per "salvare" il povero Bang, potrebbe essere ricordata come un tremendo boomerang di Parente&Co, che potrebbero vedere Bang a Berna al posto di un popolare democratico che già sognava di fare il sindaco del "Magnifico Borgo".