Nuove Officine: luce verde dai socialisti

Nuove Officine: luce verde dai socialisti

Gennaio 07, 2019 - 21:31
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Il Ps Ticino ha dato oggi il suo parere favorevole al messaggio sul Nuovo stabilimento delle Officine.

A dieci anni dallo sciopero del 2008, innescato dalla decisione delle FFS di smantellare lo stabilimento produttivo delle Officine di Bellinzona, il Ps Ticino era riunito questa sera in comitato cantonale, per decidere la linea dei socialisti ticinesi sul da farsi in merito allo storico stabilimento. I socialisti hanno deciso a larga maggioranza di sostenere il messaggio (5 i contrari e 5 gli astenuti).
La proposta portata dalla direzione era quella di aderire al messaggio governativo, che come noto prevede un contributo di 100 milioni di franchi da parte del Cantone (oltre ad altri 20 milioni da parte della Città di Bellinzona) per la realizzazione di un nuovo stabilimento a Castione e la realizzazione di un progetto urbanistico sul sedime attualmente occupato dalle Officine.
Una posizione divergente rispetto a quella del Comitato del personale delle Officine e dei promotori dello sciopero del 2008.
A portare le due diverse posizioni davanti alla sala sono stati i due granconsiglieri Ps, Henrik Bang, a favore del messaggio, e Bruno Storni, contrario. La posizione dei favorevoli è chiara: quanto raggiunto nell’accordo con le Ffs non è l’ottimo, ma di fronte all’opzione di prendere o lasciare (quasi 200 posti di lavoro in questo caso, visto che è previsto il passaggio a 400 posti di lavoro ai 230 del nuovo stabilimento), di fronte agli 'ultimatum' delle Ffs, si deve prendere quanto c’è di buono. Una linea sostenuta dalla maggioranza del gruppo in Gran Consiglio, oltre che dal sindaco socialista di Bellinzona Mario Branda e dai socialisti bellinzonesi.
La linea portata da Storni è stata quella della mancanza di informazioni sufficienti riguardanti il nuovo stabilimento da parte delle Ffs. Storni ha contestato alcune delle posizioni sostenute nell’accordo fra Ffs, Cantone e Città, come quella che sostiene che l’unico insediamento possibile sia a Castione, o sulla reale validità in termini di avanguardia tecnologica dei posti creati con il nuovo stabilimento. In sostanza il punto centrale è, ha detto il granconsigliere, che mancano le informazioni sui reali scenari futuri per questa realtà economica e progetti alternativi non sono stati sufficientemente ed adeguatamente valutati, motivo per cui destinare 100 milioni, è un forte azzardo.
L’ex granconsigliere Ps, nonché presidente della commissione del personale delle Officine, Ivan Cozzaglio, presente in sala ha spiegato che la posizione dell’associazione “Giù le mani” non è contro i 100 milioni in sè, ma contro all’attuale delineamento del progetto, che non presenta sufficienti garanzie occupazionali per il futuro. Il sindaco di Bellinzona Mario Branda, intervenuto in sala, ha detto che il vero salto nel buio sarebbe non accettare questo accordo, che se bocciato potrebbe mettere a rischio la presenza di qualsiasi posto di lavoro delle Officine in Ticino.
Il comitato Ps sempre sulle Officine ha dato mandato al suo gruppo parlamentare di elaborare un controprogetto all'iniziativa "Giù le mani", da sottoporre alle altre forze politiche, in modo da salvare quanto c'è di ricevibile nella suddetta iniziativa.