Nuovo (mini) lockdown, ma niente di nuovo sotto il sole

Nuovo (mini) lockdown, ma niente di nuovo sotto il sole

Gennaio 14, 2021 - 09:59
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Giovedì 14 gennaio. Ieri il Consiglio federale ha risposto “presente” ai vari appelli lanciati dai medici e dal personale sanitario, annunciando nuove misure di chiusura per far fronte alla pandemia di coronavirus, riguardanti in particolare la chiusura dei negozi e l’ampliamento del telelavoro (vedi qui). Parallelamente sono stati apportanti anche dei correttivi agli aiuti economici per le imprese toccate, i cui criteri di accesso sono stati allentati: ora le aziende costrette a chiudere a causa di provvedimenti sanitari hanno accesso automatico ai “casi di rigore”, mentre gli stanziamenti a fondo perso sono stati portati dal 10% al 20% della cifra d’affari persa. Il resto, secondo il Governo federale, verrà coperto con le indennità di lavoro ridotto e di perdita di guadagno. Sul fronte degli aiuti economici ci diranno le prossime settimane e mesi se i potenziamenti decisi ieri basteranno (probabilmente no). Sul fronte delle misure oramai siamo abituati a osservare varie contraddizioni, abbastanza evidenti: da un lato si chiudono i negozi non essenziali per evitare contagi, dall’altra i trasporti pubblici rimangono affollati, o le stazioni sciistiche aperte (come le messe). Ancora una volta si ha l’impressione che più che la “scienza” a determinare quale settore chiude e quale no sia la capacità di “lobbing” delle singole categorie. 

Intanto l’orizzonte delle possibili riaperture (che, tanto per essere chiari, per noi sono già in ritardo) si sposta sempre più in là. Lo scorso anno si era iniziato a dire che l’arrivo del vaccino sarebbe stata la soluzione definitiva. Poi, sul finire del 2020, si è iniziato a dire che anche con il vaccino ci sarebbe voluto un po’ di tempo e pazienza e che la pandemia ci avrebbe accompagnato ancora per buona perte del 2021. Ora, con la vaccinazione già in corso in tutto il mondo, iniziano ad emergere i primi ulteriori “rinvii” (ad esempio la virologa italiana Ilaria Capua dice che prima del 2023 non vi sarà un ritorno alla normalità). Staremo a vedere.

Intanto, misure o non misure, ospedali pieni o meno, i decessi continuano ad esserci. Nonostante tutti i divieti, anche in Ticino, che è stato il Cantone più copito dalla pandemia la scorsa primavera, la “seconda ondata” ha portato il conteggio dei morti a superare ampiamente il doppio di quelli della prima.