Officine: posti di lavoro sì, ma come?

Officine: posti di lavoro sì, ma come?

Aprile 19, 2019 - 17:25
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Le reazioni di due socialisti su fronti diversi alla decisione del Ps sulla libertà di voto per "Giù le mani dalle Officine": Ivan Cozzaglio, primo firmatario dell'Iniziativa in votazione il 19 maggio, e Henrik Bang, membro del comitato contrario all'iniziativa.

Libertà di voto: il Ps Ticino, nel suo comitato cantonale di mercoledì sera (vedi qui), ha deciso di non schierarsi per il “sì” o per il “no” all’iniziativa “Giù le mani dalle Officine”.
Dopo una lunga discussione, partita con l’intervento di Ivan Cozzaglio, primo firmatario dell’iniziativa, a favore del sì, e quella di Henrik Bang, granconsigliere e membro del comitato contrario all’iniziativa, a favore del “no”, i socialisti hanno scelto la “via di mezzo”.
Al termine del comitato abbiamo raccolto le reazioni dei due relatori sulla decisione dei socialisti. Ivan Cozzaglio si dice “deluso”, anche se si aspettava una decisione simile. “La libertà di voto era il minimo che mi aspettavo”, ci dice il già granconsiglire socialista. “Sono deluso perché ritengo che il Partito socialista, su un tema che riguarda la salvaguardia dei posti di lavoro, dovrebbe avere una linea che sia più incisiva e che si differenzi dagli altri partiti”.  Altrimenti, ci dichiara Cozzaglio, quello che emerge è “un grande partito unico di centro”, con i socialisti che “vanno 'a braccetto' con tutti gli altri”.
Meno deluso il granconsigliere socialista Henrik Bang, che osserva come dalla discussione sia comunque emersa fra i socialisti “un'unità sulla volontà di difendere i posti di lavoro. Su questo aspetto il Partito socialista è in chiaro”, ci dice Bang.  “Le divergenze riguardano l'interpretazione dell’iniziativa”. "Quanto proposto dal primo firmatario Ivan Cozzaglio, su come interpretare l’iniziativa, corrisponde al controprogetto su cui avevamo lavorato, che non è stato accettato dal deputato Matteo Pronzini e dal Presidente dell’associazione ‘Giù le mani’ (Gianni Frizzo, ndr)”, sostiene Bang. Controprogetto in ogni caso poi bocciato anche dalle altre forze politiche in Gran Consiglio. Ma “l'estrema sinistra”, dichiara Bang, “ovvero l'Mps, ha ancora lavorato per dividere”.
Tornando in casa socialista e alla decisione di mercoledì sera “anche per inglobare tutte le sensibilità si è decisa la libertà di voto” dice Bang. “Va bene così”. Tuttavia “essendo anche co-relatore del messaggio da 100 milioni in Gran Consiglio e promotore del controprogetto poi bocciato in Commissione della Gestione, porto la mia idea fino in fondo”. “Le Ffs sono un partner con cui è difficile trattare e che ha più volte disatteso anche gli accordi scritti”, conclude Bang. “Ora però abbiamo davanti un progetto concreto con 200-230 posti di lavoro a partire dal 2026”.