Oggi ci lasciava Vittorio De Sica. Sgombero, ma davvero?

Oggi ci lasciava Vittorio De Sica. Sgombero, ma davvero?

Novembre 13, 2020 - 11:30
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Venerdì 13 novembre. Oggi è l’anniversario della morte di uno dei grandi maestri della commedia italiana, Vittorio De Sica, vincitore di due premi Oscar per miglior film straniero con “Sciuscià” e l'indimenticabile “Ladri di biciclette”, deceduto il 13 novembre del 1974, nonché della prima pagina pubblicata sul Word Wide Web nel 1990. 

Questo venerdì 13 vedremo invece se quella che è, tanto parafrasare De Sica, la nostra commedia luganese, avrà qualche evoluzione o meno: ovvero il paventato sgombero dei “molinari”.

Dubitiamo che alla fine si arrivi veramente a uno sgombero. Stando alle indiscrezioni riportate dalla Rsi, sono in 4 contro 3 all’interno del Municipio, ad essere favorevoli allo sgombero del Csoa, centro sociale occupato autogestito. Ma in una fase come questa un’autorità politica è realmente intenzionata a creare una “guerriglia urbana” in città? Evidentemente qualcuno all’interno del Municipio lavora per far sì che il Ps abbia il sindacato di Lugano (elezioni Gran Consiglio 2019, se si sommano Ps, Verdi, Pc, Mps, nella città di Lugano, non altrove, hanno fatto più voti della Lega e del Plr, come avevamo analizzato lo scorso anno, vedi qui).

Comunque diamo abbastanza per scontato che lo sgombero non sia realmente all’ordine del giorno. In ogni caso ora sembrerebbe che la manifestazione annunciata per stasera sia stata annullata, secondo quanto riportato dal Corriere del Ticino.

L’intento del Municipio, o di alcuni suoi membri, sembra però più quello di far trapelare alcune informazioni per attirare l’attenzione dei media (ma davvero si vuole procedere allo sgombero del Molino, quando questa primavera la polizia manco riusciva a mantenere l’ordine pubblico alla Foce, tanto che ha “dovuto" essere chiusa)?

I rapporti di forza sono già stati misurati nel 2003, quando i Molini erano stati sgomberati dal Piano della Stampa, da un “vero sceriffo” (non da queste “mammolette”) di nome Giorgio Giudici, che in seguito ha dovuto cedere, perché ne andava dell’apertura del casinò di Lugano.

Ricordiamoci che allora in Municipio c’era Bignasca, che mai dichiarò pubblicamente (qualcuno ci dimostri il contrario) di voler sgomberare i Molini. Forse i suoi “eredi” dovrebbero anche tenerlo presente, visto che stanno dissipando lentamente il patrimonio elettorale che gli ha lasciato, e uno degli attuali municipali manifestava all’interno del corteo dei molini a fine anni ’90…