Ogni tanto si rimane sorpresi

Ogni tanto si rimane sorpresi

Ottobre 30, 2019 - 19:15

Uno "scatto" preso dalla manifestazione in solidarietà ai curdi lo scorso sabato 19 ottobre a Lugano. 

In un uggioso sabato di ottobre in Ticino, come nel resto del mondo, si apprendeva che, dopo 9 giorni di operazioni militari al confine fra Turchia e Siria, gli Stati Uniti, dopo l’avallo del presidente Usa Donald Trump all’invasione turca ai danni dei curdi nel nord della Siria, negoziavano con il “sultano” una tregua di 5 giorni, in cui le milizie curde avrebbero dovuto lasciare la fascia “cuscinetto" al confine fra i due Paesi voluta da Erdogan per cacciare i “terroristi” (termine con cui si riferiva alle stesse milizie popolari che avevano combattuto l’Isis). I terroristi, quelli veri, quelli dello Stato Islamico, più che altro, l’operazione militare di Erdogan li ha fatti scappare, dalle prigioni della regione, in cui erano tenuti sotto la sorveglianza degli stessi curdi. 
Lo stesso giorno, a Lugano, come la settimana precedente in quel di Bellinzona, si teneva un presidio in solidarietà con il popolo curdo. Molti gli esponenti della comunità curda in Ticino presenti, nonostante la pioggia, in Piazza Dante, come pure alcuni volti noti della politica ticinese. 
Non è stata perciò una gran sorpresa vedere, fra gli altri, anche Gerri Beretta Piccoli, storico esponente della sinistra Luganese e ticinese, già granconsigliere (del Partito socialista, del Partito del Lavoro e poi dei Verdi) e già consigliere comunale a Lugano, da sempre vicino alle rivendicazioni curde e presente quasi sempre alle iniziative a sostegno della loro causa in Ticino. 
Un po’ più sorprendente poteva essere vedere invece un altro volto noto luganese, membro di un partito i cui esponenti non si vedono molto spesso ad eventi di questo tipo. Si tratta del presidente della sezione di Lugano del Plr, Guido Tognola, anche lui presente sabato 19 ottobre in Piazza Dante a Lugano (che abbiamo immortalato in questa foto insieme a Gerri Beretta Piccoli). 
Per nulla sorprendente era invece l’assenza del segretario del Pc Massimiliano Ay (o di altri esponenti del Partito comunista). Come lo stesso Ay spiega, in una richiesta di “diritto di replica” che ci ha fatto pervenire, in risposta ad una dichiarazione dell’esponente del Pop Norberto Crivelli, riportata da noi in questo articolo, lui non sostiene “l'opzione politico-militare del separatismo etnico” (quello dei curdi, ndr, vedi qui). Più sorprendente potrebbe dunque essere, per alcuni, la motivazione di Ay. Per altri meno.