Ora è "fuoco incrociato". La risposta a chi vuole aprire?

Ora è "fuoco incrociato". La risposta a chi vuole aprire?

Febbraio 15, 2021 - 21:26

Come cambiano in fretta le percezioni. Da qualche settimana anche il “mainstream” (o una buona parte di esso) sembra essersi accorto di quanto sono brutte le chiusure e si dà molto spazio alle varie conseguenze negative dei lockdown: depressione, disoccupazione, debito lasciato sul “groppone” delle future generazioni. Non proprio una novità però (difatti c’era anche chi lo diceva prima). Solo che quando contagi, ospedalizzati e decessi erano più alti, a criticare le misure si rischiava di passare per “negazionisti”. Anche se le conseguenze dei lockdown erano tali e quali.

Anche il Tages Anzeiger (che è ritenuto il media di riferimento per il centro sinistra) oggi ha lanciato un attacco al ministro della salute socialista Alain Berset, riferendo di un documento dello scorso agosto, in cui gli esperti invitavano a potenziare le misure, prevedendo un aumento dei casi. Documento che però Berset avrebbe tenuto “nascosto”. Vedremo quali sviluppi avrà la vicenda e cosa replicherà il diretto interessato. 

Un altro aspetto interessante è però che, rispetto agli attacchi giunti nelle scorse settimane, principlamente dalla destra che criticava il prolungarsi delle chiusure, questo è (o viene utilizzato) in "senso" opposto. Ovvero, si dice, implicitamente: bisogna seguire il parere degli esperti (anche quello del membro della task force che l’anno scorso ci diceva che non ci sarebbe stata una seconda ondata?). Oggi ci troviamo più o meno nella stessa situazione di quanto proverebbe il documento di cui riferisce il Tages Anzieger in merito all'estate scorsa: i numeri della pandemia sono bassi, ma gli esperti ipotizzano che a marzo (fra un mese) ci saranno 15’000 casi giornalieri a causa delle varianti. Un attacco a Berset, ma al contempo un assist al proseguo della linea "chiusurista"? Affaire à suivre...

 

 

franniga