Oscuramento "preventivo" dell'inchiesta sui fondi della Lega. Fanpage.it: "Decisione senza precedenti in democrazia "

Oscuramento "preventivo" dell'inchiesta sui fondi della Lega. Fanpage.it: "Decisione senza precedenti in democrazia "

Settembre 24, 2021 - 16:56
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Il tribunale di Roma ha disposto il sequestro, mediante oscuramento, dell’inchiesta Follow The Money riguardante Claudio Durigon e i fondi della Lega realizzato dal sito di informazione italiano Fanpage.it. Il giornale online: "la decisione non rispetta la Costituzione" e non ha precedenti "in Italia “da quando essa si ritiene una democrazia”. 

Il tema della libertà di stampa torna al centro dell’attenzione in Italia con una decisione di un tribunale che non ha precedenti in Italia “da quando essa si ritiene una democrazia”, come scritto dal comitato di redazione di Fanpage.it, portale d’informazione diretto da Francesco Cancellato, autore assieme al caporedattore Adriano Biondi, di un’inchiesta sul ruolo di Claudio Durigon, Sottosegretario leghista al Ministero dell’economia (rencentemente dimessosi), nella vicenda dei 49 milioni di euro di rimborsi elettorali che avrebbe indebitamente percepito la Lega tra il 2008 e il 2010.

Ieri, come si è appreso dagli articoli pubblicati sul portale di informazione, “è accaduta una cosa grave nella redazione di Fanpage.it, dove è giunto un decreto del Tribunale di Roma che dispone il sequestro, mediante oscuramento, dell’inchiesta Follow The Money riguardante Claudio Durigon e i fondi della Lega. Si tratta di un lavoro nel quale i colleghi autori dell’inchiesta mostrano un video in cui l’onorevole Claudio Durigon diceva a un suo interlocutore di non preoccuparsi per l’inchiesta della procura di Genova sui 49 milioni di Euro che la Lega avrebbe sottratto allo Stato italiano, perché il generale della guardia di finanza “l’abbiamo messo noi”.”, spiega il sito.

Si tratta, prosegue lo scritto,  “di un sequestro preventivo, una disposizione che non fa seguito ad una condanna o decisione di un giudice a margine di un processo, in cui chiunque si percepisca offeso o leso ha diritto a rivendicare le proprie ragioni, bensì l’oscuramento cautelare di un contenuto giornalistico, qualcosa che rimanda a pratiche mai utilizzate in Italia da quando essa si ritiene una democrazia”. E ancora “Fanpage.it, come un qualsiasi giornale “non può essere oggetto di sequestro preventivo, eccettuati i casi tassativamente previsti dalla legge, tra i quali non è compreso il reato di diffamazione a mezzo stampa". Non lo stabiliamo di certo noi, ma la corte di Cassazione, che lo determina attraverso una sentenza depositata dalle sezioni penali”.

A ribadire il concetto il direttore di Fanpage Cancellato. “Non si può sequestrare e oscurare perché non vi è più l’esigenza cautelare”, scrive in un articooo, “in quanto il video e la notizia sono stati ripresi da più giornali, circolano in rete e sono quindi di dominio pubblico. E non si può procedere contro ignoti, come ha fatto il pm, quando gli autori dei servizi sono noti come lo è il direttore e possono difendersi se indagati, ma non possono se non sono iscritti”.

"Nei prossimi giorni”, spiega il giornale online, “potreste non vedere più alcuni contenuti di Fanpage.it, per una decisione di un Tribunale che contestiamo con forza. Quella che stiamo subendo oggi noi di fanpage.it è, a nostro avviso, una grave violazione della libertà di stampa. E un precedente pericoloso e intimidatorio che ci riguarda tutti. Come giornalisti. Come lettori. Come cittadini. Per questo non possiamo stare in silenzio".

Sulla vicenda intanto sono giunte anche diverse interrogazioni parlamentari. L’inchiesta per ora è ancora visibile: https://youmedia.fanpage.it/video/al/YImEnOSwavCsmbD2