Ospedali, fino a tre miliardi di costi in più

Ospedali, fino a tre miliardi di costi in più

Maggio 22, 2020 - 13:33
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Sono stimati fra gli 1,7 e i 2,9 miliardi i costi aggiuntivi che dovranno sopportare gli ospedali a causa del coronavirus, secondo una stima resa nota dall'associazione mantello H+. 

Dal punto di vista finanziario la pandemia di covid-19 ha comportato un importante costo anche per gli ospedali. Già  alla fine di aprile i costi stimati per gli ospedali svizzeri ammontano a 1,5-1,8 miliardi di franchi, di cui l'80% dovuto al divieto di effettuare interventi non urgenti a partire da metà marzo a fine aprile. In totale il danno finanziario per ospedali e cliniche si aggirerebbe attorno agli 1,7-2,9 miliardi di franchi. Sono le cifre che emergono da un recente studio condotto dall'associazione Spitalbenchmark assieme alla società di consulenza PWC, basandosi su un campione composto da 13 ospedali, 3 cliniche psichiatriche e una clinica riabilitativa.

L’associazione mantello degli ospedali H+ chiede perciò con urgenza al Consiglio federale di indire quanto prima un vertice nazionale in ambito sanitario per chiarire la questione della ripartizione dei costi conforme alla legge, come si legge in un odierno comunicato stampa dell’associazione. “Per H+ e i suoi membri è ora importante che questi costi supplementari e le perdite di utili non coperti vengano compensati dalla Confederazione, dai Cantoni e dagli assicuratori”, spiega il comunicato. “È ora di smetterla con lo scaricabarile dietro le quinte sulla ripartizione dei costi”, dichiara la direttrice di H+ Anne-Geneviève Bütikofer, citato nel comunicato.

“La crisi del Coronavirus ha colpito in modo esteso gli ospedali e le cliniche. In tempi da record sono stati messi a disposizione personale, infrastrutture e materiale, affinché i pazienti affetti da Covid-19 e in pericolo di vita e tutti gli altri pazienti che avevano bisogno di un trattamento urgente, potessero ottenere la necessaria assistenza medico-sanitaria e infermieristica”, si legge. “Queste prestazioni aggiuntive hanno generato costi supplementari e sono state fornite senza ridurre né gli usuali standard di trattamento e né la qualità e osservando rigorosamente le misure d’igiene e di sicurezza per pazienti, ospiti degli istituti di cura e personale. Per permettere che le prestazioni erogate durante la crisi dovuta al Coronavirus possano essere indennizzate a copertura dei costi, occorre adeguare le tariffe per gli ospedali e le cliniche a livello di assicurazioni sociali e infortuni. Secondo prime stime, basate su campioni rappresentativi, nel settore ambulatoriale degli ospedali il cinque per cento dei costi di trattamento risulta scoperto. Nel settore stazion-rio si tratta del dieci per cento. È vero che l’UFSP ha effettuato adeguamenti relativi all’applicazione delle tariffe ambulatoriali e stazionarie in vigore, ma non sono sufficienti, visto che non generano indennizzi maggiori e non coprono i costi supplementari. H+ chiede dunque che tramite l’ordinanza di necessità vengano disposti dei supplementi su quei prezzi per trattamenti ambulatoriali e stazionari che non coprono i costi”.

Nessun aumento dei premi di cassa malati, dice inoltre l’associazione. “Il trattamento di pazienti durante la pandemia genera costi supplementari dovuti al trattamento più dispendioso e dunque più costoso. Il discorso è simile per i trattamenti ambulatoriali. In seguito al divieto di effettuare trattamenti e interventi chirurgici valevole tra il 16 marzo e il 26aprile 2020, molti trattamenti negli ospedali e nelle cliniche non hanno potuto essere effettuati, ciò che porterà a minori spese a carico dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (AOMS). Gli assicuratori dispongono inoltre di circa 9 miliardi di franchi di riserve che dovranno essere impiegate per costi supplementari imprevisti, come nel caso di un’epidemia. Dal punto di vista di H+ i premi non aumenteranno dunque, come temuto da alcuni politici, ma i risparmi a favore dell’AOMS dovuti al divieto di trattamento e lo sfruttamento delle riserve possono più che attutire i costi aggiuntivi dovuti al Covid-19”.