Pamini e il cinismo contro la libertà dei maschi

Pamini e il cinismo contro la libertà dei maschi

Aprile 06, 2017 - 22:10

Un figlio ha interesse ad avere una congrua eredità quando la sua mamma non ci sarà più. Pamini difendendo la discriminazione delle donne si esprime insomma per una tassa sull’eredità a favore dei datori di lavoro.

I figli delle donne non avranno l'eredità che spetta loro perché sono discriminate sul salario in quanto donne. Perché l'economia privata (che Pamini difende) usa balle spaziali per pagare meno le donne. Perché “funziona così”, perché i salari devono restare segreti, perché è il sistema. Bisogna tacere, e basta.
Ogni giorno sentiamo di donne che sputano sangue pur di portare a termine progetti duri e arditi, che devono farsi valere in un mondo maschilista. Donne con i coglioni ce ne sono! Laureate, carriera stupenda nonostante i figli, impostesi nell’economia privata. Sono pagate meno del loro colleghi maschi, anche quando questi sono meno formati di loro e con una carriera meno sviluppata.
È una cosa talmente palese che si è fatto un articolo della costituzione federale (il numero 8) e c’è una pagina apposta nel sito dell’amministrazione federale: https://www.ebg.admin.ch/ebg/it/home/temi/lavoro/piattaforma-parita-salariale.html.
D’altronde discriminare le donne all’impresa conviene!
Pamini dice che se una vuole avere salari uguali per lavori uguali allora si apra lei un’impresa. E non discute il problema dei salari diversi fra uomo e donna, ma dei salari diversi tra donne (come il burro con la ferrovia). Mi viene in mente uno splendido parallelo tra Pamini e la Russia comunista: non è importante lavori bene o male, il salario è quello e ti devi accontentare. E invece no, deve valere il merito! Se lavori bene e ti impegni devi avere un salario congruo, anche se non hai il pisello.
Torniamo all’eredità: se un maschio vorrà avere figli e vorrà stare a casa a curarli, non solo la sua compagna guadagnerà meno di lui perché discriminata in quanto donna, ma pure sua mamma potrà aiutarlo di meno, siccome quando lavorava è stata discriminata.
L'amico Paolo sia cosciente che lui, essendo un nostro legislatore, sta indirettamente favoreggiando delle tasse occulte. Parlando di “casi isolati”, come se la discriminazione salariale fosse un’eccezione e gli sforzi federali fossero tutti figli dell’ideologia, sta ipotecando la proprietà futura dei maschi che vorranno stare a casa con i loro figli.
È questo liberalismo?