Pandemia: quanti errori nelle strutture sanitarie?

Pandemia: quanti errori nelle strutture sanitarie?

Aprile 11, 2020 - 17:28
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Ieri, in questa rubrica, vi abbiamo proposto un servizio della trasmissione Report (Rai 3) sulla messa in atto della cosiddetta fase 2 a Wuhan (vedi qui). Oggi, invece, continuiamo a prendere spunto dall'ultima puntata di Report, parlando però di fase 1: la gestione del momento in cui la pandemia si diffonde.

In questo episodio di Rewind vi proponiamo due servizi, con due esempi negativi di organizzazione delle strutture sanitarie e del sistema di contenimento della pandemia. Il primo arriva da Siracusa (Sicilia), mentre il secondo da Napoli (Campania). Dai due reportage emergono episodi sconcertanti, tra cui test eseguiti con i tamponi, dei quali però si perdono i risultati; assenza di controlli di entrate e uscite di visitatori nelle strutture sanitarie; utilizzo di dispositivi di protezione individuali non idonei, per il personale sanitario; strutture di pronto soccorso nelle quali i pazienti potenzialmente infetti dal COVID-19 che non vengono separati dalle altre persone. Si tratta di situazione che sembra possano aver portato alcune strutture sanitarie a diventare focolai del contagio.

Quelli di Report sono due esempi dell'Italia meridionale, ma siamo sicuri che episodi analoghi non accadano anche in Ticino? Paolo Bianchi - a capo della Divisione della salute pubblica – ha comunicato che quasi il 44% dei decessi legati al COVID-19 nel nostro cantone, si sono verificati nelle case anziani (vedi qui). Di fronte a una simile cifra, si imporrebbe un'attenta analisi sul funzionamento delle strutture sanitarie ticinesi. Qualche domanda l'abbiamo già sollevata nella nostra rubrica Schegge (vedi qui). Non si tratta di fare polemica, ma di creare le condizioni per far sì che la prossima pandemia (o anche «solo» un'epidemia) possa essere gestita meglio.

Buone feste.

 

TM