"Pandora Papers – Reputazione della SUPSI a rischio?"

"Pandora Papers – Reputazione della SUPSI a rischio?"

Ottobre 21, 2021 - 17:51
Posted in:

Riceviamo e pubblichiamo. Interrogazione dei granconsiglieri PS Carlo Lepori, Daniele Pugno Ghirlanda e Daria Lepori. 

Con la pubblicazione dei «Pandora Papers» (seguito dei già famosi «Panama Papers») il nome del Ticino e in particolare della Fidinam Group Holding SA è sulla stampa di tutto il mondo!

Su Il Sole 24ore per esempio si poteva leggere:

Sulle rive del fiume che taglia in due Lugano, un moderno edificio di mattoni e vetro progettato dall’archistar Mario Botta ospita la sede della Fidinam, la più importante società fiduciaria del Canton Ticino. Il suo nome spunta dai documenti segreti dei Pandora Papers insieme a una novantina di società della Confederazione elvetica, almeno 26 delle quali hanno fornito servizi a clienti finiti al centro di inchieste giudiziarie in tutto il mondo.

Su La Liberté dell’8 ottobre scorso, per esempio si poteva leggere quanto segue.

Tra le 90 società svizzere identificate nei Pandora Papers, recentemente pubblicati dall’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), coinvolte in un vasto sistema di società offshore utilizzate per l'evasione fiscale, è stato ampiamente citato un gigante dell'industria della formazione delle società offshore: Fidinam, a Lugano. Il trust, specializzato in consulenza aziendale, fiscale e immobiliare, ha, secondo le rivelazioni, creato più di 7.000 società offshore dall’inizio degli anni 2000 con l’aiuto dello studio legale panamense Alcogal (Alemán, Cordero, Galindo & Lee), in particolare a Panama e nelle Isole Vergini Britanniche. […] L’attuale consiglio di amministrazione comprende Karin Valenzano Rossi, neoeletta nell'esecutivo di Lugano, direttrice della sicurezza, e Alberto Petruzzella, presidente dell’Associazione bancaria ticinese (ABT) e della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (Supsi), tra gli altri mandati.

Anche in Ticino il tema ha suscitato reazioni: su la Regione del 5 ottobre si poteva leggere:

Tra le società svizzere ‘facilitatrici’ di entità offshore, il consorzio giornalistico cita la luganese Fidinam. “I consulenti svizzeri – studi legali, notarili e di altro tipo – hanno sfruttato le lacune dei sistemi normativi per aiutare ricchi e potenti a nascondere denaro alle autorità fiscali e penali’, si legge sul sito dell’Icij dove si cita il Gruppo Fidinam. In particolare la società luganese avrebbe collaborato con uno studio legale panamense (Alcogal) per creare più di 7mila società per i suoi clienti, tra cui 13 persone coinvolte in uno scandalo brasiliano di corruzione noto come ‘Operazione Car Wash’.
Oppure il caso di Massimo Bochicchio, un finanziere italiano che prometteva alti rendi- menti a chi investiva nella Kidman asset management, spacciata per entità legata al colosso bancario Hsbc, in realtà società di comodo delle Isole Vergini Britanniche. Gli investitori, tra cui Antonio Conte, ex allenatore del Chelsea Football Club e della nazio- nale italiana, non hanno mai più visto i loro soldi. Altro personaggio che avrebbe usu- fruito dei servizi di Fidinam è Delfo Zorzi, un ex neofascista italiano, naturalizzato giapponese con il nome di Hagen Roi, indagato per decenni dalle autorità penali italiani perché sospettato di essere coinvolto in due terribili attentati terroristici: la strage di Piazza Fontana a Milano (1969) e quella di Piazza della Loggia a Brescia (1974). Nel 1997 i pubblici ministeri milanesi che indagavano sulla strage di Piazza Fontana intercettarono il telefono giapponese di Zorzi e identificarono centinaia di chiamate, da lui effettuate, a telefoni intestati a società con indirizzo svizzero. Nel frattempo Zorzi è diventato un importante imprenditore nel settore della moda ed è stato assolto sia in Appello, sia in Cassazione dalle accuse di stragismo. La sua vicenda giudiziaria incrociò – tra il 2002 e il 2004 – anche la giustizia ticinese che si occuparono di una richiesta di rogatoria dei pm di Brescia. Nel 2012 le autorità italiane arrivarono alla conclusione che Zorzi aveva usato alcune delle sue società per evadere circa 80 milioni di dollari.

Anche sul Corriere del Ticino del 5 ottobre scorso si poteva leggere quanto segue.

Esattamente come accadde nel 2016 con i Panama Papers, anche alcuni documenti di Pandora portano a Lugano. Sotto la lente dei giornalisti dell’ICIJ sono finiti alcuni clienti legati a Fidinam e il ruolo che la società ticinese ha avuto nell’apertura e in alcuni casi anche la gestione - di società offshore da parte di persone sospettate di riciclaggio o reati patrimoniali. Fidinam avrebbe per esempio fornito «importanti servizi finanziari» a Massimo Bochicchio, sotto inchiesta per una presunta truffa da 600 milioni a danno di diversi VIP (tra cui anche Antonio Conte). Si parla anche della relazione tra Fidinam e Delfo Zorzi, per molto tempo ricercato in Italia in quanto accusato (ma poi assolto) di essere lesecutore della strage di piazza Fontana a Milano.

Il capitolo dei Pandora Papers dell’ICIJ dedicato alla Svizzera, e in particolare a Fidinam Group Holding SA, è molto ampio e dettagliato. Basti qui riportare un paragrafo:

Fidinam’s ties to Bochicchio are revealed in the Pandora Papers, a leak of more than 11.9 million files from offshore service providers. The records cast a rare light on Switzerland’s murky advisory industry, showing ways that businesses like Fidinam have exploited gaps in the country’s regulatory system to help the rich and powerful hide money from tax authorities and courts.

 

Nel consiglio di amministrazione di Fidinam Group Holding SA troviamo tra gli altri:

  • Alberto Petruzzella: presidente della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI) e membro del Consiglio dell'Università della Svizzera Italiana (USI), membro del Consiglio d’amministrazione di Fidinam Holding, presidente dell’Associazione Bancaria Ticinese (ABT);
  • Karin Valenzano Rossi; docente SUPSI per il corso «Membro di CdA certificato» (Certified Board Member, CBM) del DEASS, membro del Consiglio di amministrazione di Fidinam Holding SA; municipale della città di Lugano.

La reputazione è un bene da difendere. Quella della SUPSI, che ha un ruolo importante nella formazione universitaria nel Cantone Ticino, è compromessa dalle rivelazioni dei Pandora Papers, che coinvolgono il suo Presidente e una sua docente con le problematiche attività della Fidinam Group Holding SA, messe in mostra dal Consorzio giornalistico.

Per il ruolo di presidente SUPSI di Alberto Petruzzella non v’è nulla da aggiungere.

Per il ruolo di Karin Valenzano Rossi e il suo corso CBM per «Membro di CdA certificato», vale la pena ricordare quanto detto dall’interessata:

Oltre alla corporate governance, complice una sempre maggior sensibilità sociale a livello di opinione pubblica, sta assumendo un ruolo centrale anche la responsabilità sociale d’impresa - corporate social responsability - che si riferisce all’ambito riguardante le implicazioni di natura etica all'interno della visione strategica d'impresa: una manifestazione della volontà delle grandi, piccole e medie imprese di gestire efficacemente le problematiche d’impatto sociale ed etico al loro interno e nelle zone di attività. È in sostanza l’esigenza affermatasi di un contesto culturale, intellettuale e sociale in cui si chiede ad un’impresa di adottare un comportamento socialmente responsabile, monitorando e rispondendo alle aspettative economiche, ambientali, sociali di tutti i portatori di interesse con l'obiettivo di cogliere anche un vantaggio competitivo e massimizzare gli utili di lungo periodo.

«Responsabilità sociale» che non risulta però nella descrizione del corso CBM.

 

Ai sensi dell’art. 98 LGC, si chiede pertanto a codesto lod. Consiglio di Stato:

  • È compatibile per Alberto Petruzzella il suo ruolo di presidente della SUPSI con la sua funzione di consigliere di amministrazione di una fabbrica di società offshore?
  • È compatibile per Karin Valenzano Rossi il suo ruolo di docente SUPSI, proprio sul tema della responsabilità dei consiglieri di amministrazione, con la sua funzione di consigliere di amministrazione di una fabbrica di società offshore?
  • Questi ruoli nella SUPSI, di consiglieri di amministrazione di Fidinam Group Holding SA non costituisce una perdita di reputazione per l’intera SUPSI?
  • Non ritiene opportuno che tutti coloro che occupano posti di responsabilità negli enti statali e parastatali, in particolare presso l’USI e la SUPSI, debbano chiedere l’autorizzazione al Consiglio di Stato per assume funzioni all’interno di consigli di amministrazione, evitando posizioni che cagionano danno di reputazione all’ente pubblico?
  • Non ritiene necessario stabilire un codice etico con i relativi criteri per questa autorizzazione?

 

Con stima

Carlo Lepori

Daniele Pugno Ghirlanda

Daria Lepori

deputat* PS al Gran Consiglio