Pardo 2019. Modernità: quanto mi costi?

Pardo 2019. Modernità: quanto mi costi?

Agosto 08, 2019 - 14:14

Locarno Festival. Concorso internazionale 2019. Con A Febre della regista brasiliana Maya Da-Rin ci addentriamo nella quotidianità di Justino, un indigeno appartenente al popolo Desana, che vive a Manaus, la più grande città dello stato dell’Amazzonia.

45 anni, guardia del porto, Justino vive sulla soglia che separa il mondo rurale che ha abbandonato, ma delle cui tradizioni è ancora memoria vivente, e la modernità qui rappresentata dalla città, dalle sue merci, di cui lui sembra essere l’affidabile guardiano.
È una storia semplice, raccontata con molta delicatezza, quasi in punta di piedi, nonostante la sua attualità. Infatti, come ci spiegano in conferenza stampa la regista e l’attore protagonista Regis Myrupu, benché negli ultimi anni si siano fatti passi avanti nel riconoscimento dei diritti delle popolazioni indigene, c’è ancora molto da fare. 
La febbre del titolo, sintomo di una malattia di cui è portatore il protagonista, è il simbolo della condizione di chi vive sul confine, tra due culture molto diverse, che nel confronto dialettico potrebbero arricchirsi, ma che spesso rimangono chiuse in sé stesse.
 
Se la storia è ben strutturata e giunge a compimento, riteniamo che sul piano del linguaggio il film languisca. Le inquadrature fisse, un montaggio che si affida solo allo stacco netto appiattiscono lo spessore del film e il suo significato umano ma anche politico.