Pardo 2019. Vitalina Varela: una storia vera.

Pardo 2019. Vitalina Varela: una storia vera.

Agosto 14, 2019 - 17:21

Locarno Festival. Concorso internazionale 2019. Pedro Costa, dopo che nel 2014 con Cavallo Denaro vinse il Pardo per la migliore regia, torna a Locarno con il lungometraggio Vitalina Varela.

 

Le inquadrature di questo film sembrano quadri di Caravaggio, anche se in conferenza stampa il regista ci dice di non aver pensato al pittore. 
Macchina da presa fissa e luce che a volte coglie la scena dall’alto, a volte di lato, quasi a voler far apparire i suoi personaggi come delle ombre, degli spiriti. Nessuno spirito - ci dice - anzi Vitalina Varela è più vera della realtà stessa. Sta conversando con sé stessa, poiché gli uomini sono troppo miserabili e codardi per darle le risposte che cerca. E la penombra, l’atmosfera notturna contribuiscono a rafforzare l’intimità di questa conversazione.

Vitalina Varela attende oltre 25 anni il biglietto aereo per raggiungere il marito a Lisbona. E quando da Capo Verde finalmente giunge nella capitale portoghese, il funerale di lui è già stato celebrato.

È una storia di migrazione, di speranze negate, di povertà quest’ultimo lavoro di Costa, ma soprattutto è la storia di Vitalina, già presente in Cavallo Denaro, che qui vediamo emergere dall’ombra dell’inquadratura fiera, tenace, lucida, reale.

Una storia privata che si fa storia delle storie: l’attesa del ricongiungimento che non avverrà, la speranza di una fortuna che non si produrrà, la ricerca di un posto nel mondo tradita prima ancora di iniziare.
E come topi, le persone/personaggi si aggirano nel sottosuolo lontani dallo sguardo, distanti dalla luce, ma che la fotografia di Leonardo Simoes ci restituisce nella loro possente presenza.