Parole al vento... o meglio sui social. Da un annuncio alle accuse di fake news

Parole al vento... o meglio sui social. Da un annuncio alle accuse di fake news

Novembre 16, 2019 - 00:38
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Il candidato Udc al Consigli degli Stati Marco Chiesa pubblica un post che riprende un annuncio di lavoro per “ragazza frontaliera” pubblicato sul Corriere del Ticino… e apriti cielo! Complotto? Fake news? Ma MediaTi Marketing ha già risposto: “…Ci scusiamo pubblicamente con i lettori e con gli affezionati clienti…”.

Questa mattina il consigliere nazionale democentrista Marco Chiesa, nonché candidato al Consiglio degli Stati, assieme al Ppd Filippo Lombardi, alla socialista Marina Carobbio e al liberale Giovanni Merlini (sapremo domenica chi saranno i due vincitori) ha pubblicato un post su un annuncio di lavoro inerente l'assunzione di una "ragazza frontaliera" apparso sull'edizione odierna del Corriere del Ticino, che invitava ad inviare la candidature sotto cifra all'indirizzo della società MediaTi Marketing SA (società della galassia del Corriere del Ticino Group). Apriti cielo! Diversi socialisti (David Marin, Ruben Notari, Claudio Buletti...) e la già candidata nel 2015 al Consiglio di Stato Natalia Ferrara Micocci, nonché candidata al Consiglio nazionale nel 2019, dove ha appena perso, hanno gridato al "complotto" e alla fake news, ritenendo sospetto il fatto che tale annuncio sia stato pubblicato a due giorni dalle elezioni. 
 
Tantissimi i commenti di chi ha voluto esprimere la propria opinione sul post di Marco Chiesa, ma i due commenti più interessanti riteniamo siano quelli di Tiziana Mona, che ha scritto, "Urgente fare verifica -MediaTiMarketing fa parte del gruppo Corriere del Ticino Vista la credibilità di una deputata scrivere un messaggio pubblico al direttore del CdT", rispondendo alla granconsigliera di Stabio, e quello dell'avvocato luganese Marco Antonio Timbal, che a metà degli anni 90' militava nella Lega e che nel 2016 ha deciso di correre, senza successo, per il Consiglio comunale di Lugano nella fila del Plr, che invece ha scritto "Gli annunci di lavoro sotto cifra, non dovrebbero più esistere. Se stai cercando di sostituire un tuo dipendente, è giusto che lo sappia, e se devo inviare un mio CV a qualcuno, è giusto io sappia chi è. Perché nei segreti non v'è mai nulla di buono, neanche in quelli di Fatima... ". 
 
Ma nel primo pomeriggio scende in campo nella baruffa dei social, con un post, niente poco di meno che il candidato al Consiglio degli Stati pipidino Filippo Lombardi, che oltre ad essere senatore dal 1999, è anche il numero uno del più grande gruppo editoriale ticinese, a cui MediaTi Marketing fa capo (il Corriere del Ticino Group). Lombardi ha semplicemente postato il link al sito di MediaTi Marketing, che riportava la presa di posizione ufficiale dell'azienda sulla vicenda: 
 
"In seguito all'annuncio di lavoro pubblicato oggi, a pagina 38, sul Corriere del Ticino e che faceva riferimento alla ricerca di un profilo di una “ragazza frontaliera”, la società MediaTi Marketing SA puntualizza quanto segue: 
l’annuncio in questione è stato commissionato per conto terzi, e non per la società che figura in calce. L'indirizzo postale della nostra azienda è la prassi per gli annunci "sotto cifra". La formulazione e, soprattutto, il contenuto dell’annuncio pubblicato non rispondono allo stile e ai principi che contraddistinguono da sempre l’agire di MediaTi Marketing e del suo Gruppo di riferimento.
Ci scusiamo pubblicamente con i lettori e con gli affezionati clienti, commerciali e privati, per l’accaduto e garantiamo che non si verificheranno mai più errori di questo genere."
 
Dunque l'annuncio riportato dall'Udc Marco Chiesa non è una fake news, per stessa ammissione dell'azienda. Prima di gridare al "complotto" e a chissà quale strategia comunicativa in stile Bannon messa in atto dalle fulgidi menti democentriste, bastava andare a vedere il sito dell'azienda coinvolta, ossia MediaTi Marketing, che con un certo stile ha ammesso lo spiacevole inconveniente, precisando però che l'annuncio è per conto di terzi. Ma se proprio non si voleva andare a vedere il sito di MediaTi Marketing, come ben scrive l'ex giornalista Tiziana Mona, qualcuno poteva dare un colpo di telefono a quel direttore di testata che da 5 anni fa da "agit prop" a quelle candidate al Consiglio di Stato prima e poi al Consiglio nazionale che non riescono a raggiungere l'obiettivo prefissato. Quello che è certo è che non è bello, come giustamente sottolineato da Marco Antonio Timbal, che ci siano imprese che fanno annunci di lavoro “coprendosi” dietro a un indirizzo in cifra di una società di marketing. Avere il coraggio di pubblicare il proprio annuncio di lavoro con i dati dell’impresa tutelerebbe maggiormente anche le candidate, che potrebbero sapere per quale azienda si stanno candidando ad andare a lavorare.
 
 
 
 
 
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Chiesa, giustamente nella sua ottica, mette in risalto che questo annuncio discrimina chi è alla ricerca di un impiego e vive nel nostro Cantone, visto che l’annuncio esplicitamente chiede alla candidata di essere frontaliera. Ma né Chiesa né nessun altro vede nell’annuncio una discriminazione di genere, visto che questo è riferito esplicitamente a persone di sesso femminile. Nel 2019 (anno del secondo sciopero nazionale delle donne, dopo quello del 1991) noi crediamo che non ci sia più nessun lavoro che possano svolgere esclusivamente uomini oppure donne. Ci sembra di vivere in una società in cui qualsiasi lavoro possa essere svolto da uomini quanto da donne. E allora perché questa azienda che vuole rimanere anonima cerca esplicitamente ragazze?