PCI: a cento anni dalla fondazione, analisi, testimonianze e critiche

PCI: a cento anni dalla fondazione, analisi, testimonianze e critiche

Gennaio 21, 2021 - 11:03

Oggi ricorrono i 100 anni dalla fondazione del Partito comunista italiano a Livorno nel 1921. Numerosi e variegati sono i libri dati alle stampe per ripercorrere, commentare e analizzare la storia del più importante partito comunista del mondo occidentale. 

100 anni fa nasceva il Partito comunista d’Italia. Al congresso di Livorno il 21 gennaio del 1921 veniva decretata la scissione dal Partito socialista e la nascita di quello che diventerà il più grande e importante partito comunista del mondo occidentale, che segnerà la storia di quel secolo, caratterizzato in larga parte dal confronto fra le due opposte visioni della società, quella capitalista e quella comunista.

Allora nel 1921, i comunisti di Gramsci si staccarono dai socialisti di Turati al motto di “facciamo come la Russia”, dove due anni prima Lenin aveva guidato la Rivoluzione d’Ottobre. 70 anni dopo, al congresso della Bolognina, il Partito comunista italiano si sciolse e diventò il Partito democratico della Sinistra (Poi Democratici di sinistra e infine Partito democratico). Nel mezzo la storia del 20esimo secolo, in cui la componente comunista giocò appunto un ruolo centrale: la grande crisi del ’29, l’ascesa del fascismo, la seconda guerra mondiale, la guerra fredda, fino al disgregarsi dell’URSS e all’abbandono della dicitura comunista.

Oggi, in occasione del 100esimo anniversario della nascita del PCI, sono diversi i contributi apparsi sulla stampa italiana dedicati a queste riflessioni, ma soprattutto si dà spazio alle pubblicazioni di libri, storici e non, apparsi recentemente a commentare una storia che fornisce ancora spunti di attualità politica.

Lo storico vignettista de "L’Unità" (la storica testata del PCI, fondata da Antonio Gramsci) Sergio Staino, che con il suo “Bobo” ha affrontato i dubbi e le riflessioni degli iscritti a quel partito, ha dato alle stampe “Storia sentimentale del Pci” (Piemme), in cui mette in luce illusioni e rimpianti di quella stagione. 

L’ex direttore di Repubblica Ezio Mauro è invece l’autore di “Dannazione” (Feltrinelli), in cui analizza il senso di vuoto lasciato dal PCI. “È una assenza”, come spiaga Mauro citato sul Sole 24 Ore, “che ha ben espresso Norberto Bobbio, mio professore di filosofia del diritto. Un intellettuale che pure non aveva risparmiato critiche anche a Berlinguer. Bobbio ha detto: è adesso? Adesso, senza il Pci, chi si farà carico di questa speranza? Credo che questa domanda non sia mai stata così attuale”.

Lo storico Luciano Canfora è invece autore de “La Metamorfosi”, in cui si ripercorre (anche in modo critico) la progressiva trasformazione conosciuta dal PCI attraverso le varie tappe delle sua storia, dalla nascita all’insegna della fase “rivoluzionaria”,  fino alle “seconda fondazione” nel 1944 da parte di Togliatti, fino alle successive evoluzioni, o con le parole di Canfora, “il cammino che ha condotto una formazione politica (quella educata nel Pci), per progressive trasfigurazioni, a farsi alfiere di valori antitetici rispetto a quelli su cui era sorta”.

Vi è poi “I Comunisti lo fanno meglio (oppure no?)” del giornalista di Panorama Luciano Trinnazzi (Paese edizioni), un testo che raccoglie le testimonianze di diversi dei protagonisti di quella stagione politica. Fra di essi anche lo storico dirigente del PCI e direttore de “L’Unità” Emanuele Macaluso, scomparso appena due giorni or sono a Roma, all’età di 96 anni. E poi quella dell’ultimo segretario del PCI e protagonista della svolta della “Bolognina” Achille Occhetto, Massimo D’Alema, Fausto Bertinotti, Pierluigi Bersani. Il volume dà spazio anche a voci più critiche su quell’esperienza: fra di esse la leader di Fratelli D’Italia Giorgia Meloni, l’ex ministro Carlo Giovanardi, oltre a firme note del giornalismo italiano quali Bruno Vespa o Lucia Annuniziata.

Fra le altre pubblicazioni sul tema vi è "Compagni! Il romanzo del congresso di Livorno”, di Federico Mello (Utet); "Il Pci e l'eredità di Turati" di paolo Franchi (La nave di Teseo); “Eravamo comunisti" di Umberto Ranieri (Rubbettino, con la prefazione di Giuliano Amato e postfazioni di Biagio De Giovanni e Salvatore Veca); "Dalla rivoluzione alla democrazia. Il cammino del partito comunista italiano 1921-1991" dell’ex segretario DS Piero Fassino (Donzelli); “Il vento della rivoluzione. La nascita del Partito comunista italiano”, di Marcello Flores e Giovanni Gozzini (Laterza cultura storica) e “Qualcuno era comunista” di Luca Telese (Sperling & Kupfer).