“Perché dopo un anno di Fridays for Future, si parla ancora del cazzo di Black Friday?”

“Perché dopo un anno di Fridays for Future, si parla ancora del cazzo di Black Friday?”

Novembre 29, 2019 - 18:10
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Folta presenza di studenti oggi per lo sciopero per il clima, il primo del nuovo anno scolastico. E non sembra proprio che gli scioperi si fermeranno a breve.

Era l’agosto del 2018 quando Greta Thunberg iniziava il suo solitario sciopero dalla scuola a favore del clima, davanti al parlamento svedese. Uno sciopero che solitario non è rimasto a lungo, mentre il movimento dei "Fridays for Future”, o “Sciopero per il clima”, prendeva piede in buona parte del mondo. Il 15 marzo del 2019 più di un milione di studenti nel mondo si astenevano dalla scuola e a settembre erano ancora di più. Anche in Ticino in molti vi aderirono. 
 
Sempre in molti, oggi, si sono trovati a Bellinzona per il primo sciopero del nuovo anno scolastico. Diverse centinaia di giovani e giovanissimi, probabilmente intorno al migliaio, ma anche diverse persone più in là con gli anni, si sono radunate questo pomeriggio in Largo Elvezia. Il variopinto corteo per salvare il clima, in cui gli studenti hanno fatto "la parte del leone", aveva un numero abbastanza impressionate di cartelli e striscioni, in cui la fantasia dei giovani attivisti climatici si è sbizzarrita: dal più sobri "ne abbiamo pieni i polmoni" o "life in plastic it's not fantastic" (che faceva il verso ad una canzone degli Aqua che "tirava" tanto sul finire degli anni '90), ai più provocatori "alzate il culo prima che bruci" o "-CO2, +THC".
La "perla del giorno" probabilmente però, vista la concomitanza con il "venerdì nero" di sconti forsennati che, stando ad acluni media, sembrerebbe anche in Ticino stia “impazzando", è arrivata quando il corteo aveva raggiunto la statua della foca davanti al Palazzo delle Orsoline, sede del parlamento cantonale, in cui dal microfono ci si è chiesti: “Perché dopo un anno di Fridays for Future, si parla ancora del cazzo di Black Friday?”. 
 
Invettive contro il consumismo d'importazione a parte, dai numerosi discorsi che si sono tenuti durante il pomeriggio i giovani hanno più volte ribadito che non si fermeranno fino a che non ci saranno dei cambiamenti radicali e che, pur con qualche miglioramento, la politica e i governi non stanno ancora facendo abbastanza per salvare il pianeta. 
 
A parlare, oltre ai molti giovani attivisti del movimento "Sciopero per il clima", quando il corteo si è fermato in Piazza Collegiata, è stato anche il meteorologo Giovanni Kappenberger, già deputato in Gran Consiglio per il Ps, che ha esposto la drammatica fine a cui vanno incontro i ghiacciai a causa del riscaldamento climatico. In Piazza Governo poi, anche i rappresentati dei "genitori per il clima", hanno portato il loro sostegno agli studenti in sciopero. E proprio da Piazza Governo è stato ribadito come lo sciopero non si possa più limitare ai soli studenti, ed è stato lanciato lo sciopero generale nazionale previsto per il 15 maggio 2020. 
 
Oltre ai moltissimi studenti oggi al corteo di Bellinzona si sono visti però anche diversi esponenti politici, dalla granconsigliera socialista Anna Biscossa, alla granconsilgiera dei Verdi Samantha Bourgoin e la granconsilgiera dell'Mps Angelica Lepori, l’esponente del Ps grigionese Stefan Ograbek, lo storico leader dello sciopero delle Officine Gianni Frizzo, il già candidato al Consiglio anziane del Forum alternativo Beppe Savary, il candidato al Nazionale e dirigente dei Verdi Fabiano Cavadini, la verde luganese Melitta Jalkanen, la granconislgiera di “Più donne” Tamara Merlo (che raccoglieva le firme contro la caccia alla pernice bianca), il consigliere comunale luganese del Ps Carlo Zoppi (che invece raccoglieva le firme del referendum cantonale contro la ricapitalizzazione dell’aeroporto di Lugano), ma pure la già municipale di Locarno del Ps Tamara Magrini, il segretario cantonale di Unia Giangiorgio Gargantini e diversi altri.