In piazza contro le restrizioni. Montano le proteste nell'America divisa

In piazza contro le restrizioni. Montano le proteste nell'America divisa

Maggio 02, 2020 - 11:18
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Negli Stati Uniti montano in diversi Stati le proteste contro le misure restrittive per il coronavirus. La maggioranza della popolazione sarebbe tuttavia favorevole alle misure. 

Negli Stati Uniti, attualmente il Paese con il numero di gran lunga maggiore di contagi e morti legati al coronavirus (rispettivamente oltre un milione ed oltre 65'000), monta la protesta contro le misure di restrizione imposte dai Governi degli Stati. In diverse città del Paese ieri sono aumentate le proteste, animante da una variegata "galassia" di manifestanti. Vi sono attivisti pro-armi, oppositori dei vaccini e imprenditori e lavoratori ansiosi di ritornare a lavorare. La folle hanno chiesto un immediato allentamento delle misure imposte per rallentare la diffusione del virus. Proteste si sono segnalate a Chicago, a Los Angeles, a Sacramento, mentre altre sono state pianificate per il fine settimana, nel Kentucky, nell'Oregon e nel New Hampshire, come riporta il Washington Post, nonostante i sondaggi indichino che la maggioranza degli americani sono favorevoli alle misure di restrizione. 

Giovedì oltre un centinaio di persone, molte delle quali armate, hanno protestato in Michigan. "Le immagini di quella protesta e di altre - alcune delle quali sono state manipolate per far apparire la folla più grande o per alterare i messaggi dei manifestanti - si sono diffuse in tutto il mondo attraverso i notiziari, così come i link su Twitter, Facebook e Instagram", scrive il Washington Post, "sottolineando l'abilità dei social media dei manifestanti e il loro potenziale di creare nuove scene altrettanto vivide in tutta la nazione". "Le proteste contro la quarantena sembrano spontanee", scrive il quotidiano. "Ma dietro le quinte, un potente network li sta aiutando".  In molti casi le proteste, che sono state sostenute da megadonatori conservatori, scrive il Washington Post, hanno legami con una serie di sottoculture di Internet, come coloro che si oppongono alle vaccinazioni, cospirazionisti, ma anche supporter di Trump. 

Molti dei manifestanti sono spinti dall'aggravarsi della crisi economica causata dalla pandemia negli Stati Uniti. Ieri a Washington D.C., i camionisti hanno parcheggiato vicino alla Casa Bianca, suonando il clacson, in segno di protesta per i bassi prezzi del trasporto merci durante la pandemia.