Plr Locarnese. Luca Renzetti: “Dovremo dimostrare che meritiamo le nostre posizioni”

Plr Locarnese. Luca Renzetti: “Dovremo dimostrare che meritiamo le nostre posizioni”

Dicembre 03, 2019 - 10:45
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Luca Renzetti è il nuovo presidente del Distretto del Locarnese del Plrt. Nell'assemblea svoltasi lo scorso venerdì nella sala del Consiglio comunale di Locarno, Renzetti è succeduto al granconsigliere Nicola Pini, che dopo 10 anni alla guida del liberali radicali locarnesi ha lasciato l’incarico (vedi qui). 
Classe 1986, Luca Renzetti è direttore di uno studio di architettura ed è già stato candidato al Gran Consiglio lo scorso aprile (dove è arrivato primo subentrante del Locarnese). Con una passione per il calcio eredita dal "babbo" Angelo (presidente dell'FC Lugano), anche Luca Renzetti è attivo nelle associazioni sportive (attualmente siede nel comitato dell'Associazione FC Locarno). 
Al termine dell'assemblea dello scorso venerdì lo abbiamo intervistato sulle sfide che attendono il Plr nel Locarnese. 

 

Luca Renzetti, è stato eletto alla presidenza del Distretto Plr del Locarnese. Quali sono le prime impressioni dopo il voto?
È stato un momento molto emozionate, soprattutto quando sono salito sul “pulpito" per il mio primo discorso da presidente. Ora che è finito sono un po' più rilassato .
 
Se devo essere sincero non so ancora cosa mi aspetta, ma è un grande onore. Eredito un importante lavoro fatto da Nicola Pini, che prima di essere l'ex presidente distrettuale è anche un amico. Ho avuto la possibilità di confrontarmi diverse volte con lui (sulla presidenza, ndr). Non è stata una scelta che ho preso di getto. Anzi, a dire il vero l'ho tenuto sulle spine per mesi. Ho diversi impegni, legati alla mia professione e alle associazioni in cui sono attivo. Volevo essere sicuro di poter ricoprire la carica di presidente nel migliore dei modi. 
 
Quali sono a suo avviso le principali sfide all'orizzonte per il Plr del Locarnese nei prossimi anni?
Un tema a lungo termine è sicuramente quello delle aggregazioni. Come ha evidenziato il mio predecessore durante l'assemblea, nel Locarnese il tema delle aggregazioni si è un po' incrinato. È partito con il piede sbagliato. Dalle discussioni avute con alcune sezioni credo vi sia però un margine, guardando al lungo periodo, per riaprire questo discorso. Non è qualcosa che si può fare in "quattro e quattr'otto", ma credo che nei prossimi anni sarà un tema fondamentale per il Locarnese.
 
Per quanto riguarda altri progetti a livello regionale molti sono già in corso e sono stati discussi nella scorsa legislatura. Il Parco del Locarnese purtroppo si è arenato in votazione popolare. Vi è poi la Caserma di Losone, che è un bene che va valorizzato. Si deve ora capire che dimensioni dargli. In ogni caso mi riservo il tempo per analizzare meglio le sfide che ci aspettano. 
 
Per quanto riguarda l'aggregazione, cosa è mancato dal suo punto di vista al Locarnese?
Probabilmente è mancata la volontà comune, perché vi erano troppi interessi in gioco. Se riusciamo a far prevalere l'interesse dalla comunità la strada diventa però in discesa. Lentamente credo che ci stiamo arrivando. L'errore più grande a mio avviso è stato quello di voler mettere d'accordo tutti e subito.  Mettere d’accordo tutti subito è una cosa che non si riesce a fare, non solo nella politica comunale. Lo vediamo nello sport o in altri contesti. Bisogna ripartire a piccoli passi.
 
Ora anche i Comuni che erano più scettici stanno iniziando a prendere in considerazione il discorso delle aggregazioni, come nel caso di Brissago, Ronco Sopra Ascona e Ascona. Ascona era un Comune restio all’aggregazione, ma questa opzione potrebbe accettarla.
 
Il nostro compito però non è sostenere una posizione per partito preso, ma dimostrare ai Comuni la bontà del progetto aggregativo. Se gli studi ci daranno torto sarò il primo a ricredermi. Partiamo però dagli studi per trarre le nostre conclusioni. 
 
Le recenti elezioni federali hanno visto il Plr fra gli sconfitti. Soprattutto per quanto riguarda il ballottaggio per il Consiglio degli Stati, dove il candidato Plr Giovanni Merlini è arrivato ultimo. Per il Plr del Locarnese è un risultato particolarmente importante, visto che Merlini è del Locarnese e perdete un rappresentante in Consiglio degli Stati (fino ad oggi c'era Fabio Abate). Lei come si spiega questo risultato? C'è una responsabilità del partito o il candidato non ha convinto i locarnesi?
Non credo che il candidato non fosse quello giusto: il curriculum di Merlini parla da sé. Gli errori sicuramente ci sono stati, se il risultato è stato questo. Non credo però che abbiano inciso solo gli errori nella campagna, del partito o del candidato. Il discorso è più ampio: lo dimostra l'esclusione di Filippo Lombardi dal Consiglio degli Stati, dopo vent'anni di presenza. Sono stati eletti al Consiglio degli Stati due candidati che vengono dagli opposti poli dello schieramento politico, mentre il centro ne è rimasto escluso. Bisogna sicuramente porsi delle domande, ma personalmente io non ho ancora tutte le risposte.
 
Il discorso è più ampio della debacle del Plr, che nessuno vuole negare, credo che la questione vada affrontata a 360 gradi. Sicuramente è una sfida, che riguarda tutto il Cantone e non solo il Locarnese. Ma le sfide mi piacciono. 
 
A proposito di sfide, la prossima sarà quelle delle elezioni comunali. Anche a Locarno, come in altri centri del Cantone (a Locarno già alle elezioni cantonali) per numero di schede la sinistra (Partito socialista, Verdi, Pc, Mps e Pop) è diventata la prima area politica (vedi qui). A Locarno, qualora la sinistra dovesse raddoppiare la propria presenza in Municipio (passando da uno a due municipali) a perdere il suo terzo seggio in Municipio potrebbe essere il Plr. I dati delle passate tornate elettorali la preoccupano?
Sicuramente sono cosciente che vi sia un pericolo. Paragonare le federali alle cantonali può essere un po' azzardato, ma sicuramente ciò non vuol dire che si possa dormire sonni tranquilli. Il mio lavoro sarà quello di confrontarmi con le sezioni, senza interferire con il loro lavoro, ma aiutarle in caso di necessità e ottimizzare il loro lavoro.
 
Dobbiamo lavorare e stare vicino alle gente. Bisogna dimostrare alle persone quanto di buono ha fatto il Plr nel corso degli anni, che credo sia innegabile. Sappiamo portare avanti idee e progetti. Ad esempio, per non parlare solo di Locarno, ad Ascona, un Comune fortemente liberale radicale, negli ultimi anni sono stati fatti tanti investimenti, per la viabilità e per l'ambiente. Possiamo dimostrare che valiamo e che meritiamo i posti che occupiamo in questo momento. 
 
 
Luca Renzetti sarà candidato al Municipio di Locarno alle prossime elezioni comunali?
No. Mi è stata fatta la domanda ma ho declinato l'invito. In questo momento non avrei il tempo per farlo e non è una carica a cui ambisco. 
Mi ricandiderò invece per il Consiglio comunale, in cui già siedo.