Ferruccio Unternährer: "Polo Sportivo: non capisco l'intestardirsi del Municipio"

Ferruccio Unternährer: "Polo Sportivo: non capisco l'intestardirsi del Municipio"

Maggio 30, 2020 - 20:50
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Dopo aver intervistato il già  consigliere nazionale Plr Adriano Cavadini (vedi qui) e poi Michele Amadò (vedi qui), sul tema del Polo Sportivo, su cui il Consiglio comunale di Lugano si appresta a votare la prossima settimana, abbiamo interpellato il relatore del rapporto di minoranza uscito dalla Commissione della Gestione, che chiede il rinvio della progettazione della parte privata, il consigliere comunale Plr Ferruccio Unternährer. Ecco cosa ci ha spiegato in merito alla posizione assunta dai commissari della Gestione Plr.

Ferruccio Unternährer, il vostro rapporto in Commissione della Gestione intende rimandare la parte privata della progettazione del nuovo Polo Sportivo. Cosa non vi convince?

È essenzialmente una questione di tempistica. Sappiamo benissimo che dovremo approvare questo credito di progettazione a brevissimo, in modo da permettere all'FC Lugano di ottenere la licenza entro marzo del prossimo anno. Se non avessimo avuto questo vincolo avremmo potuto attendere l'esito del concorso, che deciderà la proposta dell'investitore privato che uscirà vincente. 

Il problema è che oggi mancano molte informazioni relative alla realizzazione delle opere private. Informazioni che richiedono necessariamente l'attesa dell'esito del concorso. Ecco perché, se da una parte siamo assolutamente convinti sulla realizzazione di tutte le opere di carattere pubblico per lo sport, siamo molto più prudenti su tutto quanto concerne le opere di carattere privato, non fosse altro perché non sappiamo ancora chi sarà l'investitore privato. Proprio per rispetto all'investitore privato, prima di investire 5 milioni per la progettazione delle due torri e dei quattro edifici su via Trevano, ci appare corretto attendere l'esito del concorso. 

 

Quali sono le informazioni che vi mancano per decidere?

Il partenariato fra pubblico e privato prevede che la Città, che ha a disposizione tutto il sedime di Cornaredo, metta  a disposizione un diritto di superficie per una parte del sedime, dove il privato potrà realizzare le proprie opere, e in cambio aiuti a costruire il Palazzetto dello Sport e lo Stadio. 

Quello che manca sono essenzialmente tutti i termini finanziari che permettono di capire se l'operazione vada bene per la Città di Lugano. Da una parte vi è il costo dell'edificazione del Palazzetto dello Sport e dell'Arena Sportiva, ma queste, essendo opere pubbliche, la Città ha intenzione comunque di realizzarle. La parte problematica, che è un po' indigesta ai liberali radicali, è che nel messaggio, che dovrebbe essere essenzialmente destinato alle opere sportive, il Municipio abbia avuto l'infelice idea di voler inserire anche lo spostamento degli spazi amministrativi comunali nella torre est, senza sapere quanto costeranno. È vero che il Municipio ha chiesto all'investitore privato il costo indicativo dell'affitto, ma alla fine del diritto di superficie queste torri ritorneranno di proprietà dell'amministrazione e verosimilmente l'investitore privato chiederà un riscatto. Tutti questi termini non sono conosciuti: l'affitto della torre, il riscatto alla fine del diritto di superficie, il valore che l'investitore privato dà al diritto di superficie. Tutti termini finanziari che permetteranno al Municipio in primis, e al Consiglio comunale successivamente, di trovare la “quadratura del cerchio” finanziaria di questa importante opera. 

 

Per quanto riguarda lo spostamento dell'amministrazione in una delle due torri, è solo una questione di conoscere le cifre, oppure anche il trasferimento fuori dal centro degli uffici, che come sostengono alcuni "impoverirebbe" il centro, vi vede contrari?

Questo è sicuramente un elemento. Non so perché il Municipio si sia voluto intestardire sulla volontà di vincolare le infrastrutture sportive al trasferimento dell'amministrazione a Cornaredo. Quello che noi diciamo e che sono due cose che vanno distinte e chiediamo semplicemente che venga allestito un messaggio specifico per questo tema. In questo messaggio ci attendiamo le risposte alle a queste domande: in centro città, spostando l'amministrazione comunale, cosa ne faremo dell'edificio di Via della Posta? Lo venderemo? Vi realizzeremo un immobile a reddito della Città di Lugano? Se sì, quanto ci costerà? Sono tutte domande che richiedono delle risposte ulteriori. Visto che per di più la torre est è prospettata nel corso dei prossimi tre anni, c’è tutto il tempo di approfondire il tema e di fare una scelta con cognizione di causa, conoscendo i termini finanziari, che oggi nessuno conosce, dato che gli investitori privati hanno depositato le loro offerte solo venerdì scorso. 

 

Per quanto riguarda la seconda torre una delle ipotesi sul campo era quella che ospitasse il nuovo Palazzo di Giustizia. A livello cantonale vi è però il messaggio per l'acquisto dell'ex palazzo della Banca del Gottardo per lo stesso scopo. Vi sono delle certezze sul fatto che la torre sarà o meno occupata?

Assolutamente no. È un altro degli aspetti carenti. L'investitore privato, dal momento che riceve il diritto di superficie, deve dimostrare l'interesse di realizzare le sue opere indipendentemente dal fatto che poi vi sarà l'amministrazione comunale o cantonale che le occupi. L'importante è che ci siano degli spazi a disposizione. Sarà poi il mercato a fare la sua parte. In questo rientra anche la parte pubblica: se domani, quando l'investitore privato avrà costruito le sue torri, e una di queste può essere occupata o dal Cantona o dal Comune, ben venga. Ci sarà un'offerta molto chiara e questa è un'opportunità che può interessare alla Città di Lugano, come al Cantone. 

Nel messaggio municipale si sostiene però che si occuperà la torre est, con un'occupazione di superficie di fatto maggiore di quella di cui si necessità, perché viene calcolato, sulla base dell’evoluzione della popolazione di Lugano,  un aumento del fabbisogno di spazi. Oggi giorno sappiamo tutti che, anche a fronte della crisi sanitaria del coronavirus, sta cambiando completamente il paradigma del modo di lavorare. Si introduce la digitalizzazione, il lavoro da casa e strumenti di riunione via conference call, che di fatto riducono il fabbisogno di spazi. Nel messaggio vi è addirittura l'idea che l'Ente pubblico affittare degli spazi dai privati, per poi lui stesso affittarli nuovamente. A mio avviso non è questo il ruolo della Città di Lugano. 

 

Vi ha sorpreso il fatto che il Plr è rimasto "da solo" con il suo rapporto di minoranza, che è stato sottoscritto solo dai suoi rappresentati in Commissione della Gestione?

No. È l'esito del compromesso della democrazia, che posso anche capire. I colleghi Plr in commissione edilizia, hanno sottoscritto il rapporto in modo convinto, perché l'edilizia è stata molto più chiara e ha fatto un formale invito al Municipio di fare un messaggio ad-hoc. Ad oggi il rapporto di minoranza in Gestione e il rapporto unanime in Commissione Edilizia sono molto più vicini di quanto si pensi. 

Per quanto riguarda la Gestione nelle altre forze politiche ha prevalso il compromesso del consenso. Bisogna però fare attenzione a non esagerare. Tutti sono convinti della bontà delle infrastrutture sportive, liberali in primis, ma pur di far passare il credito di progettazione per gli impianti sportivi si scende a compromessi, accettando anche la progettazione delle parti che riguardano i privati. Noi siamo favorevoli, ma a delle condizioni: il rimborso da parte privata dell'importo del credito di progettazione e, per gli spazi amministrativi, un messaggio specifico.