Posteggi vietati ai non residenti. E i commerci rischiano di pagare il conto. Un'ulteriore “bastonata” alle periferie?

Posteggi vietati ai non residenti. E i commerci rischiano di pagare il conto. Un'ulteriore “bastonata” alle periferie?

Febbraio 20, 2020 - 19:43
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A Gandria fa discutere la riduzione del numero di posteggi destinati ai non residenti. Le modifiche che entreranno in vigore il 2 marzo precluderanno una trentina di stalli ai non residenti, mentre resteranno disponibili i posteggi a lato della strada cantonale, tuttavia senza la possibilità di accedervi per chi arriva dall’Italia.
La modifica, voluta da Municipio e Commissione di quartiere, rischia di avere un effetto negativo sui commerci e i ristoranti nel paese, che già oggi ci dicono, non lavorano certo in una situazione ottimale.

A Gandria presto potrebbe risultare difficile trovare posteggio per chi non è residente nel paese affacciato sulle rive del Ceresio, oggi “quartiere” della Città di Lugano. È questa la preoccupazione che circola fra gli abitanti, ma soprattuto fra le persone attive professionalmente a Gandria. Già oggi la situazione dal punto di vista dell’accessibilità al paese, anche per ragioni morfologiche, visto che Gandria è stretta fra la montagna e il lago, non è delle migliori. 
 
Dal 2 marzo però la situazione rischia di peggiorare ulteriormente. Da quella data infatti, come ha recentemente comunicato il Municipio di Lugano agli abitanti, i posteggi aperti ai non residenti più vicini al nucleo diventeranno posteggi unicamente dedicati ai residenti. Resteranno aperti a tutti i posteggi a lato della strada cantonale, inaccessibili però ai veicoli provenienti dall’Italia (a causa del divieto di attraversamento della linea continua). Ovviamente ciò preoccupa in particolar modo chi sull’arrivo di “ospiti” nel caratteristico villaggio fa la propria cifra d’affari: ristoratori-albergatori e commercianti.
 
Lo spostamento della barriera (oggi infatti una barriera che vieta l’accesso ai non residenti alla strada che porta al nucleo è già presente al termine del posteggio in questione) è stato anche oggetto di una raccolta firme, che hanno sottoscritto oltre una sessantina di residenti contrari alla misura. 
 
Lo spostamento della barriera vede però favorevole la Commissione di quartiere di Gandria e il Municipio ha deciso di seguirne il parere, decidendo appunto di dare il via alla “sperimentazione” di alcuni mesi, a partire dal 2 marzo. 
 
 
“Non riesco a spiegarmi le ragioni di questa decisione”, ci dichiara Max Bartolini, residente di Gandria, candidato al Municipio e al Consiglio comunale sulla lista “Ticino e Lavoro”. “Quando abbiamo avuto una riunione con i municipali il 6 gennaio ci avevano assicurato che avrebbero rivisto la situazione ed eventualmente fatto delle correzioni, e che non avrebbero neanche fatto questo periodo di prova di due mesi”.  “Oltretutto capita proprio sotto Pasqua”, prosegue Bartolini. "Per i commercianti è ovviamente un inizio di stagione non bello”. 

“È vero che molti arrivano con il battello o a piedi, ma dei dati ancora non ci sono”, spiega Bartolini. “In questo periodo, dove ci sono state delle belle giornate i posteggi erano pieni e di gente ce ne era molta. Visto che siamo fuori stagione il servizio via battello è molto ridotto. Il mezzo più veloce rimane la macchina”. “Ad esempio un direttore di banca che ha un ospite importante a Lugano e vuole portarlo a pranzo in un posto particolare e caratteristico”, dice Bartoli, “rischia di arrivare a Gandria, non trovare posteggio e andare altrove”. 
 
 
 
A confermarci le critiche è anche Raffaella Costa, titolare assieme al marito di un negozio di ceramiche nel nucleo di Gandria. “La Commissione dice che la maggioranza delle persone arrivano in battello, ma non è vero. La gente che non abita vicino al lago non va a prendere il battello per venire a Gandria”, ci dice.  “Ovviamente se si arriva e i posteggi sono tutti pieni si va da un'altra parte”, prosegue. ”Nella riunione ci avevano promesso che avrebbero fatto uno studio di fattibilità, almeno per cambiare la disposizione dei posteggi. Con poco sforzo si sarebbe potuto cambiare la disposizione in modo che anche in provenienza dall'Italia si possa posteggiare. Sarebbe già un piccolo problema risolto”. 
 
Il posteggio che rimarrà accessibile ai non residenti conta una cinquantina di stalli. Tuttavia di questi “una quindicina sono già utilizzati da chi abita nella parte alta del paese”, precisa Bartoli. “Altri 10-15 saranno utilizzati da chi lavora a Gandria, visto che non avranno altri posti disponibili. Si riducono già della metà e si fa in fretta a riempirli tutti”. 
 
Inoltre “per quanto riguarda il posteggio superiore chi proviene dall'Italia per accedervi dovrà andare fino a Castagnola, girare la macchina e tornare indietro. Si tratta di cinque chilometri. La stessa cosa per chi vuole uscire: dovrà andare a girare l'automobile alla dogana o utilizzare la stazione di servizio per tornare verso Lugano”, spiega Max Bartolini. 
 
 
Anche il beneficio per i residenti sarebbe ridotto, secondo Bartolini. “I residenti hanno anche adesso la possibilità di utilizzare i 34 posteggi che verranno riservati alla popolazione e vietati a chi arriva da fuori. Non ci stanno regalando posteggi più vicini alle case. Sono posteggi che già usiamo e che non vengono mai riempiti tutti. Non è mai rimasto nessuno senza posteggio a Gandria, tranne in occasione di alcuni eventi particolari. Anzi, in genere ne avanzano sempre”. 
 
Anche il gerente di un ristorante del nucleo di Gandria, che preferisce rimanere anonimo, non è entusiasta della misura.  "Potrebbe essere un'ulteriore elemento negativo”, ci dichiara. “Già siamo in una posizione difficile e il posteggio è piuttosto distante. Con questa misura si allunga ulteriormente il percorso”.  In merito all’utilizzo dell’automobile ci dice che “noi lavoriamo molto con i battelli. La maggior parte delle persone vengono da noi via lago o a piedi”. Ma “sono anche tanti quelli che arrivano in macchina. Se non trovano posteggio vanno in un altro posto. Oramai la gente è abituata a scendere dalla macchia ed andare al ristorante”. 
 
Il Municipio sembrerebbe però intenzionato a procedere sui suoi passi. Il municipale responsabile del dossier è il capodicastero Sicurezza e spazi urbani Michele Bertini. “Purtroppo le lettere che avevamo inviato le ha prese sul personale”, ci dice Bartolini. “Noi non abbiamo niente di personale contro di lui. Poteva esserci qualcun altro quale responsabile della divisione Spazi Urbani. Però su questa misura è inamovibile. Si è basato su indicazioni sbagliatissime della Commissione di quartiere”.
 
Una situazione, quella che si verrà a creare il 2 marzo, che per Raffaella Costa è un ulteriore punto critico in una situazione che negli ultimi anni non è stata favorevole a Gandria. “Abbiamo già perso i bus per i gruppi”, ci spiega. “Abbiamo chiesto più volte di fare uno spiazzo per per ospitarli. I turisti arrivavano con il battello, facevano una visita di un'ora e il bus li aspettava per portarli a St. Moritz.  Il bus però si fermava al distributore di benzina, che giustamente ha reclamato”. 
 
“Non è una miglioria e si assomma a tutte le perdite che abbiamo avuto in questi anni, come la chiusura dell’albergo”, conclude la negoziante. “Il Municipio di Lugano ha accentrato tutte le manifestazioni a Lugano e la periferia soffre. Da quando Gandria si è aggregata tutta una serie di manifestazioni non si sono più fatte”.