Pregassona: "Chi doveva intervenire?". Parola ai consiglieri comunali

Pregassona: "Chi doveva intervenire?". Parola ai consiglieri comunali

Settembre 27, 2018 - 19:31
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Il parere di alcuni esponenti politici luganesi sul caso dell'appartamento di Pregassona.

Ha molto fatto discutere il caso di degrado sociale scoperto a Pregassona, dove in un appartamento, in un mare di rifiuti, vivevano una famiglia di cinque persone, di cui tre minori, assieme ai 18 cani recuperati dalla SPAB, che ha reso nota per prima la vicenda.
Sulla questione si è attivata anche la politica. Ieri è giunta sui banchi del Municipio di Lugano l’interpellanza dei socialisti (vedi qui), che oltre che ad accusare il Municipio di essere “poco interessato ad occuparsi dei temi legati alla povertà e al degrado sociale”, chiedeva se non fosse il caso di potenziare il numero di operatori sociali di prossimità nel preventivo 2019. “Il drammatico caso del degrado che colpisce da anni una famiglia con 3 minorenni e 18 cani stipati in un appartamento di Pregassona deve essere un campanello d’allarme”, scrivevano i socialisti. Quanto successo a Pregassona è il segno di una “bomba sociale” all’orizzonte?
La consigliera comunale del Ppd di Lugano Sara Beretta Piccoli abita a poche centinaia di metri da quella palazzina. “Si sa che è una brutta zona”, ci dichiara, “ma non farei di tutta l’erba un fascio, in quel palazzo vi sono anche molte famiglie che non sono problematiche”. 
“Bisognerebbe capire chi doveva risolvere questo problema”, dice l’esponente popolare democratica. “È stata la scuola a denunciare la situazione. Anche nelle famose Arp (Autorità regionali di protezione, competenti per le tutele, sia di minori che di adulti, ndr) si sapeva ma non si è fatto niente”. E non sarebbe un caso isolato, secondo Beretta Piccoli. “Vi sono più casi di segnalazioni in cui le Arp dovrebbero agire e invece non fanno quello che sono tenute a fare per tutelare le persone in difficoltà”. Quello delle Arp, attualmente divise in 16 autorità regionali, è un tema che più volte è emerso nel dibattito negli ultimi anni. Un tema di competenza del Cantone, sottolinea il presidente del Ps di Lugano Raoul Ghisletta. “È un progetto di cui si parla da 10 anni, ma è fermo.  La cantonalizzazione sarebbe un modo per avere un’azione uniforme in tutto il Cantone”. Però “per farlo è necessaria anche la disponibilità dei Comuni, non si può dare la responsabilità solo al Cantone”, dice Ghilsetta, che è convinto che la problematica sociale vada affrontata. “Il degrado si percepisce”, ci dichiara. “Aumentano i casi di assistenza, di persone che perdono il posto di lavoro. Lugano sicuramente rappresenta la punta di questo fenomeno”.
Anche per il consigliere comunale della Lega dei Ticinesi di Lugano Daniele Casalini a Pregassona c’è un problema. Casalini ricorda il caso dell’anziano che ha perso la vita in un appartamento, a poche centinaia di metri dall’appartamento dei 18 cani, stando a quanto emerso a causa dell’incendio causato dalla sua sigaretta. Lo stesso Casalini, ci dice, aveva in passato segnalato il caso di quell'anziano ai servizi sociali competenti. Dopo neanche un mese “ora emerge un secondo caso a Pregassona di un degrado sociale assoluto. È quasi inverosimile credere che in un paese come il nostro si possano verificare situazioni simili”.  Casalini sostiene che “bisogna potenziare i controlli su questi casi e magari rivendicare un cambiamento di legge per essere più celeri nell'intervenire”. “Nel caso di Pregassona”, prosegue Casalini, “era da molti mesi che si denunciava la situazione. La Città Lugano non ha però carta bianca per poter intervenire. Vi sono delle leggi da rispettare”. Casalini si dice concorde “nell'aumentare il personale sul territorio, non solo a Lugano”. “In generale credo che il sistema funzioni”, conclude. “Non bisogno strumentalizzare questo caso per dire che la socialità o i controlli non funzionino. Sicuramente però si deve verificare se si può fare di meglio”.

Sempre in seguito al caso di Pregassona ora giunge sui banchi del Consiglio di Stato un’interpellanza del granconsigliere e consigliere comunale luganese Udc Tiziano Galeazzi, che chiede “Quanti 'casi Pregassona' vi sono in Ticino?”. “Checchè se ne dica”, scrive Galeazzi, “la povertà in questo Cantone è in drastico aumento. Questo fenomeno oramai è consolidato e nella vita reale non risulta di certo essere una "percezione puramente statistica" bensì un grave problema”. Fra le domande poste dal granconsigliere (vedi qui) si chiede se “esiste o meno una rete interconnessa tra servizi sociali, forze dell'ordine e altri servizi utili,  per individuare queste situazioni di disagio sociale e portare soluzioni adeguate alle condizioni in cui vivono queste famiglie”, se “vi sono direttive da parte del corpo docenti di raccogliere segnali allarmanti e poi informare i diretti superiori” e “quali spazi di manovra hanno i servizi sociali (IAS, ARP, sodalizi privati, ecc.) nel caso giungessero segnalazioni di una situazione analoga a quella di Pregassona”.