Prestiti dal carcere... partono tre decreti d'accusa

Prestiti dal carcere... partono tre decreti d'accusa

Febbraio 14, 2020 - 14:59
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La Procura ha emesso tre decreti d'accusa per la vicenda del prestito concesso da un detenuto al marito dell'operatrice sociale che si occupava del suo caso. 

Sono stati emessi tre decreti d'accusa in relazione alla vicenda del prestito in denaro di 50'000 franchi concesso nel 2016 da un detenuto al marito di una funzionaria dell'amministrazione cantonale che in qualità di operatrice sociale si occupava direttamente del detenuto. A concedere il prestito era stato Flavio Bomio, l'ex presidente della Società Nuoto Bellinzona, allora in carcere dopo una condanna del 2013 per abusi sessuali su minori. 
 
Oggi in un comunicato il Ministero pubblico informa che "in relazione alla vicenda del prestito in denaro di 50 mila franchi concesso da un detenuto al marito di una funzionaria dell'Amministrazione cantonale, il Ministero pubblico comunica che gli accertamenti penali, che hanno coinvolto anche l'Équipe finanziaria, sono giunti a conclusione. Il Procuratore generale Andrea Pagani ha in particolare emanato tre decreti d'accusa nei confronti della dipendente della pubblica Amministrazione (per il reato di accettazione di vantaggi), del consorte della donna (per il reato di istigazione all'accettazione di vantaggi) e del detenuto (per il reato di concessione di vantaggi)". 
 
"Gli addebiti sono da porre in relazione a un vantaggioso contratto di prestito firmato nella primavera del 2016 dai tre imputati e che prevedeva un basso tasso di interesse nonché una clausola secondo cui, in caso di decesso di uno dei contraenti, il mutuo si sarebbe estinto", spiega la Procura.
 
"La donna, agendo in veste di operatrice sociale presso l'Ufficio cantonale dell'assistenza riabilitativa (UAR), si occupava in prima persona del detenuto, redigendo anche i preavvisi sulle domande di congedo dal carcere", prosegue il comunicato. "Ha pertanto accettato dal detenuto stesso, su istigazione del marito, un indebito vantaggio in considerazione dell'espletamento della sua attività ufficiale. La pubblica funzionaria non ha tuttavia mai commesso atti o omissioni in relazione con la sua attività ufficiale contrastanti coi doveri d'ufficio o sottostanti al suo potere d’apprezzamento".
 
"Nei tre decreti di accusa viene proposta, in linea con la giurisprudenza federale, una pena pecuniaria di 90 aliquote giornaliere (sospesa condizionalmente per un periodo di 2 anni per la donna e il consorte, rispettivamente di 4 anni per il terzo imputato), con accollo di tassa e spese giudiziarie", conclude il comunicato. "Le parti avranno ora 10 giorni di tempo per interporre eventuali opposizioni. Non saranno rilasciate ulteriori informazioni".