Primo Maggio: anche per i lavoratori, piove sempre sul bagnato

Primo Maggio: anche per i lavoratori, piove sempre sul bagnato

Maggio 01, 2021 - 13:03
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Dopo lo stop imposto dalla pandemia per questo Primo Maggio lavoratori e sindacalisti sono tornati oggi in Piazza a Bellinzona, dopo un anno pandemico che, è stato detto, ha visto anche i lavoratori pagare il prezzo della pandemia…

Bagnati dalla pioggia, anche in Ticino per il Primo di Maggio si è tornati a scendere in piazza, dopo che lo scorso anno gli eventi “in presenza” in occasione della Festa dei lavoratori erano stati per la maggior parte annullati.

Oggi a Bellinzona si è tenuto il consueto appuntamento organizzato dall'Unione sindacale svizzera in Piazza Governo, preceduto da un corteo organizzato dall’MPS che dalla stazione è arrivato fino alla piazza antistante la sede del Parlamento.

Oltre ai consueti striscioni dunque (e alle mascherine) a colorare il corteo e la piazza di Bellinzona c’erano anche gli ombrelli per ripararsi dalla pioggia, che probabilmente ha anche scoraggiato la partecipazione all’evento, che non ha sicuramente visto folle oceaniche.

Durante il corteo partito verso le 10.30 dalla stazione hanno preso la parola oltre ai deputati MPS Matteo Pronzini e Simona Arigoni-Zürcher, anche alcuni esponenti della comunità curda, che hanno richiamato l’attenzione sulle persecuzioni al popolo curdo da parte della Turchia e al processo in corso questi giorni contro il partito curdo (ma anche sul fatto che i governi di destra di tutto il mondo stano usando la “scusa” della pandemia per ridurre le libertà).

In piazza Nosetto ha preso la parola anche il leader dello sciopero delle Officine Gianni Frizzo, che ha ribadito la preoccupazione del personale delle Officine per il futuro incerto, la rinuncia alla manutenzione dei treni merci e la mancanza per il nuovo stabilimento di un Piano industriale (che, si è appreso oggi, dovrebbe giungere in autunno). Frizzo ha anche spiegato la presentazione del nuovo stabilimento durante un incontro con le FFS, riassumendolo, per la tecnologicizzazione e la “disumanizzazione”, un “Tempi Moderni a colori” (in riferimento al celebre film di Charlie Chaplin).

In Piazza Governo, durante l’evento organizzato dai sindacati, diversi lavoratori e sindacalisti hanno preso la parola dal palco allestito per l’occasione. In questo anno di pandemia, è stato detto da diversi, i lavoratori sono stati colpiti. Il telelavoro, che ha conosciuto un’importante crescita con la pandemia, ha rappresentato in particolare un problema per le donne che devono conciliare lavoro e famiglia. È stata richiamata la situazione nel settore della logistica, che con la pandemia ha conosciuto un “boom” della consegna di pacchi. I profitti sono aumentati, ma i lavoratori sono stati particolarmente sollecitati, è stato detto. Si è anche parlato del settore mediatico: il sindacalista Rolando Lepori ha criticato i tagli in corso (RSI compresa) e annunciato battaglia qualora la destra ritornasse alla carica per ridurre il canone radio televisivo (ex Billag, oggi Serafe).

La manifestazione è proseguita con i discorsi di vari esponenti polititici.