Prostituzione, una legge a "scoppio ritardato"

Prostituzione, una legge a "scoppio ritardato"

Agosto 17, 2020 - 09:10
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La nuova legge sulla prostituzione, ormai vecchia di un anno, rende off-limits per le prostitute il servizio presso il domicilio del cliente o in albergo. Ma pare ce ne sia accorti solo recentemente. 

La scorsa estate in Ticino è entrata in vigore la nuova legge sulla prostituzione. Legge che prevede, fra le altre cose, rende perseguibili le prostitute che offrono i loro servizi “outcall”, su chiamata presso il domicilio del cliente o in una camera d’albergo. Cosa di cui, come riferisce oggi il Corriere del Ticino, sembra che non in molti si erano accorti, compresi i granconsiglieri che l’hanno votata. Stando a informazioni del Corriere del Ticino, “alcune professioniste sarebbero state recentemente perseguite per aver offerto sesso a pagamento a casa del proprio cliente”. In conseguenza di ciò diverse professioniste hanno rimosso dai loro annunci online la dicitura “disponibile per servizio a domicilio e hotel”.

Ma che la nuova legge vietasse questo tipo di servizio pare non fosse stato oggetto delle discussioni al momento della votazione della stessa in Gran Consiglio. I relatori del rapporto di maggioranza erano Giorgio Galusero (PLR) e Amanda Rückert (Lega). “Entrambi ci hanno confermato che la questione outcall non era mai emersa durante l’analisi della legge ed è probabile che si sia arrivati a questa situazione attraverso il successivo regolamento di applicazione, che stabilisce in modo più dettagliato dove si può e non si può esercitare”, spiega il Corriere del Ticino.

Per la Polizia cantonale vi sono invece alcuni articoli nella legge che rendono perseguibile i servizi “outcall”. Nello specifico, spiega la polizia cantonale al Corriere del Ticino, “importanti sono l’articolo 6 («Un locale erotico può essere aperto e gestito soltanto previo ottenimento dell’autorizzazione») e l’articolo 14. Quest’ultimo regolamenta la prostituzione negli appartamenti. Il mestiere si può esercitare «purché non vi sia condivisione degli spazi con altre persone che esercitano la stessa attività», «se chi esercita lo fa a titolo individuale, in locali di sua proprietà o per i quali vanta dei diritti d’uso» e se «una persona non mette a disposizione più di un appartamento destinato all’esercizio della prostituzione e questa attività è esercitata unicamente dalla persona alla quale il locale è messo a disposizione». E anche il passaggio che regola la prostituzione nelle zone residenziali - aggiungiamo noi - sembra importante: «L’esercizio della prostituzione è vietato nelle zone che il Piano regolatore destina in misura preponderante all’abitazione»”.