Quali limiti potrebbe avere il certificato di vaccinazione?

Quali limiti potrebbe avere il certificato di vaccinazione?

Dicembre 31, 2020 - 07:02

L’idea che in futuro si possa accedere ai grandi eventi e in altri luoghi soltanto provando di essere stati vaccinati è già in circolazione. Prima di introdurre un certificato di vaccinazione, però, bisognerebbe forse affrontare un approfondito dibattito. Ecco alcuni spunti di riflessione.

Con l’inizio del 2021, anche il Ticino arriveranno le prime dosi del vaccino contro il virus SARS-CoV-2. Nonostante la lotta contro la COVID-19 sarà ancora lunga, questa nuova arma ci permette di cominciare a vedere una luce in fondo al tunnel imboccato circa un anno fa. Con la diffusione del vaccino, però, è probabile che si intensificheranno alcuni dibattiti che – almeno parzialmente – sono già in corso. Su tutti quello di vincolare l’accesso a determinati luoghi, a chi dimostrerà di essere in possesso di un certificato di vaccinazione.

Per poter rendere spendibile un certificato di vaccinazione, oltre alle questioni giuridiche ed etiche, bisognerebbe approfondire svariati aspetti. Alcuni di essi sono stati recentemente sollevati da una articolo del giornalista scientifico Gianluca Dotti, pubblicato sulla versione italiana del portale Wired (leggi qui) e dal quale riprendiamo alcune riflessioni critiche giudicate interessanti. Si tratta di spunti nati dall’analisi del contesto italiano che, però, in questo caso non è molto differente da quello nostrano.

Secondo Dotti, non conoscendo la durata dell’immunizzazione che il vaccino garantisce, potrebbe essere complicato capire per quanto tempo rendere valido un eventuale certificato di vaccinazione. Il giornalista italiano rende attenti anche al fatto che una simile certificazione dovrebbe essere in grado di gestire “le diverse formulazioni messe a punto dalle varie case farmaceutiche”, in termini “di efficacia, di durata, di rapidità della reazione immunitaria indotta”. Inoltre, Dotti si chiede come potrebbero essere trattate le persone che, per disfunzioni immunitarie o per gravi allergie pregresse, non potranno essere vaccinate.