Quando il socialista passa alla Lega …

Quando il socialista passa alla Lega …

Gennaio 16, 2017 - 12:30

Bruschi cambia casacca, succede. Ma non riesco a mandar giù la scusa: dire che la Lega e il socialismo sono simili grida vendetta al cielo.
 

Bruschi, Raiola e il nulla-tuttismo
Ma Mino Raiola lavora con la Lega calcio o con la Lega dei ticinesi? Che vedono più politici cambiare casacca loro che tutti gli altri partiti svizzeri messi assieme!
La Lega è un partito trans-democratico: non vive la democrazia, ma la attraversa. È un partito che gioca fra il nulla e il tutto: il nulla programmatico, tutti dentro. Venghino signori, venghino!
Socialisti, liberali, conservatori, comunisti, verdi, fascisti, libertari, non si salva nessuno, tutti con la casacca leghista. Di destra ma sociali, il diavolo e l’acqua santa, il Nano e Morisoli. Tutto e nulla, nulla e tutto. Questa componente nulla-tuttista della Lega è genetica, non contingente. Sono di lotta e di governo, in maggioranza e all’opposizione. Sparano sui frontalieri, ma li assumono (!). Sparano sul preventivo e lo approvano. Sparano sulle tasse e le creano.
Mi direte: ma visto che sono il nulla, perchè non perdono? Sei solo invidioso.
 
Le colpe e l'identità del popolo
No, il problema è che oggi non è ieri, bellezza! I leghisti han capito che ci sono delle pieghe nella democrazia occidentale, distrutta dai liberali, in cui possono sguazzare. L'identità dei partiti (Gramsci?) stava morendo ed eccoli a proporre un non-partito che lavora proprio sul concetto di identità, quella del popolo. L’identità del popolo, chiaramente, concettualmente non esiste: perchè il popolo è plurale per definizione, ha tante idee e istanze, tante sfaccettature culturali.
Ed è per questo che solo i leghisti possono fare i leghisti: perchè gli altri partiti non si basano sull’identità del popolo. Altrimenti sarebbero mentitori come i leghisti. E quando lo anche gli altri partiti lo fanno … la gente comunque vota Lega: sanno che non sono seri, quindi il tutto-nullismo può continuare il suo percorso senza troppi pensieri.
Il continente europeo è disorientato poiché la società dello spettacolo (Debord), quella del capitalismo che finge qualsiasi relazione sociale, gli ha fatto man mano perdere qualsiasi riferimento. Se i contenuti ideali una volta erano rilevanti e poi in parlamento si trovava un compromesso, nella società post-moderna degli elettori-tifosi tutto questo è morto. I contenuti sono relativizzati. “Visto che si fa un compromesso, a che serve avere un’idea?”. È colpa dei leghisti? No, sono figli del nostro tempo. Ricordatevi bene che tutti (!) hanno usato il Mattino quando faceva comodo.
Il leghismo siamo noi finchè non ci decidiamo a ritrovare un'idea di noi stessi.
 
Socialismo e leghismo, fratelli?
Bruschi ha affermato che i principi del socialismo sarebbero “buona parte riscontrabili” nella Lega. Da un lato è banale: in un sistema democratico basato sul Welfare State ogni partito ha qualcosa in comune con gli altri. Dall’altro dimentica che alcune idee sono centrali in un partito. Chissà come si sta rigirando il Padreterno, che aveva aperto la stagione antifascista contro tutto e tutti, lui sì PST.
Il socialismo non è leghismo perchè il socialismo è solidarietà; non assistenzialismo, non carità. Il socialismo è democrazia materiale; non gestione del potere fine a sé stessa. Oggi nel mondo del web il socialismo è inclusione e rinnovamento culturale; non assenza, non individualismo.
La Lega invece è facciata, non ha un messaggio se non che dire "siamo ticinesi e dobbiamo rimanere ticinesi". Ma basta dire di essere ticinesi per essere ticinesi? Per far funzionare la macchina dell'inclusione lavorativa, dell'inclusione sociale, dell'inclusione intergenerazionale? È evidente: no.
Leghismo e socialismo non hanno niente da spartire.
Il messaggio vuoto funziona solo in un modo: con l’esercizio del potere. E per questo Bruschi (come gli altri, nel tutto-nullismo uno vale l’altro) viene accolto a braccia aperte: sono 20 anni che sta al potere, di sicuro fa comodo.
 
 
Il nulla-tuttismo è pericoloso
Mi direte che comunque sono meglio i leghisti dei liberali: questi hanno devastato il sistema economico e sociale e ora fanno i fighetti chiedendo di non andare in parlamento col pullover…
Rispondo: è diverso. Il leghismo ha una componente in sé più pericolosa, quella della banalizzazione dell’esercizio del potere. Contro i liberali ti puoi coalizzare, come facemmo contro la Masoni. Mentre i leghisti sono, ripeto, trans-democratici: tutto-nullisti. Se la solidità sociale scricchiola, come sta succedendo, diventano una pentola in cui raccogliere acredine. Il problema non è che usano il turpiloquio, una critica spesso lanciata (sbagliando) da sinistra. Il problema è che non hanno una visione di politica economica che possa tenere conto della complessità del mondo. E di fronte a queste difficoltà alla fine prevale in loro solo la grammatica del manganello.
Cosa può fare la sinistra? Ebbene sì, ricominciare a costruire un'identità culturale di base, spiegando la differenza fra potere e convivenza democratica. Fare nuovi centri sociali come avanguardie dell'inclusione. Ritrovarsi, cari lettori, stare assieme a fare progetti di base anche piccoli, anche solo per fare una casa sugli alberi, per fare blocco sociale in modo disinteressato, per creare condizioni di convivenza. E non solo al momento del comizio, che altro non è che un teatro.
 
 
La mestolata
Facciamo infine tanti auguri agli elettori di Bruschi che vorranno sul serio crociare lista Lega! Di sicuro una buona mestolata di nulla riempirà la loro pancia.
 
Filippo Contarini