Quanta gente c’è ancora per le strade? La situazione oltre Gottardo

Quanta gente c’è ancora per le strade? La situazione oltre Gottardo

Aprile 02, 2020 - 06:20
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Coronavirus, oltre Gottardo la gente sta rispettando gli inviti a uscire il meno possibile? Lo abbiamo chiesto ad alcuni studenti ticinesi che risiedono in Svizzera tedesca. Di gente per strada sembra ce ne sia ancora, anche se si può osservare un certo calo.

Il Ticino e Svizzera Interna, due modi diversi di percepire la gravità della crisi sanitaria del coronvirus? Il dubbio era venuto già prima della recente “diatriba” del Canton Ticino sulle misure di chiusura di cantieri e industrie. In una delle prime conferenze stampa della Confederazione sulla crisi, mentre in Ticino, confinante con il focolaio epidemico della Lombardia, la preoccupazione era già molta, il consigliere federale Alain Berset spigava come sia difficile far rispettare eventuali provvedimenti che non vengono percepiti necessari dalla popolazione (a dire il vero anche in Ticino sappiamo quanto sia difficile far rispettare alcune restrizioni, come quella del divieto di spesa per gli over 65).

Filippo Contarini, in un articolo pubblicato su Ticinotoday, osservava come come gli zurighesi ancora fino a sabato non disdegnassero uscite ai parchi e la frequentazione di amici, e forniva anche una sua analisi del fenomeno (vedi qui).

Abbiamo chiesto ad alcuni studenti che studiano oltre Gottardo come è la situazione su questo fronte nelle rispettive città. Ovviamente per chi non torna da diverso tempo in Ticino è difficile fare paragoni. In ogni caso i ticinesi residenti oltralpe optano per il rispetto delle indicazioni di evitare il più possibile i contatti sociali, come raccomandato dalle autorità.

Simone Conti, studente di economia a San Gallo, era li fino alla scorsa settimana.  Per le strade del centro, dove vive, c'era ancora in giro "gente di tutte le età, giovani e anziani”, ci dice. “Si tenevano le distanze, ma comunque c'erano dei gruppi, anche di più di cinque persone, che camminavano assieme. Tanti anziani a passeggio, sulle panchine, a parlare, bere il caffè e leggere i giornali”. “Era impressionante”, prosegue, “perché in Ticino sapevo dai miei genitori che gli anziani erano "barricati" in casa”. Un calo di persone c’è stato, ci spiega Conti,  “ma ciò è dovuto probabilmente alla diminuzione delle attività commerciali, come la ristorazione, che era chiusa, con solo i negozi di generi alimentari aperti. Dunque non sembrava che ci fosse una reale diminuzione della gente che decideva di uscire, ma piuttosto dettata dal fatto che molte attività erano chiuse”.

Difficile dire se ci sia ancora tanta gente per strada, ci spiega Andrea Ghisletta, che sta svolgendo un dottorato in Econometria all’università di Basilea. “Devo dire che per me è difficile dirlo perché passo tanto tempo a casa, lavoro a casa ed esco solo a far la spesa, molto raramente”, ci spiega. “Non torno in Ticino da più di un mese e quindi è difficile fare confronti”.

“Noi a casa siamo in quattro, di cui due studenti, e quando si può si sta a casa”, ci spiega. Per quanto riguarda gli studenti "l'università ha chiuso e tutti noi lavoriamo online. Penso che i professori abbiano ancora la possibilità di recarsi in università, lavorando in un ufficio singolo, però è sconsigliato. Credo che l'Università in questo momento si deserta”.

Comunque, “mi dicono che di gente in giro ce n'è”, prosegue Ghisletta. “Il problema è però se si entra in contatto con altre persone. Fare una passeggiata da soli è ancora permesso e ogni tanto penso sia anche auspicabile”.

Fino a una settimana si viveva una situazione normale, ci dice Mattia Grandi, studente di matematica al Politecnico di Zurigo. “Dal momento che sono stati presi provvedimenti, specialmente quello del divieto di assembramenti sopra le cinque persone (il 21 marzo, ndr), c'è stato un buon calo, da quanto ho potuto osservare, ma comunque ci sono ancora persone che vanno in giro”, spiega. Ad esempio “dalla mia finestra vedo un campo sportivo e ogni tanto si vedono gruppetti di ragazzi che lo frequentano”, ci dice Grandi. Lui invece esce “una volta alla settimana per fare la spesa, facendo 10 minuti a piedi. Incontro sei o sette persone sul tragitto”.

Staremo a vedere come evolverà la situazione nei prossimi giorni. 

 

 

Franniga