Quarantena da discoteca: i dipendenti possono rischiare il licenziamento?

Quarantena da discoteca: i dipendenti possono rischiare il licenziamento?

Luglio 08, 2020 - 17:35
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Andando nei locali notturni ci si espone al rischio di finire in quarantena. Quali conseguenze può avere nei rapporti con il proprio datore di lavoro. Dal punto di vista giuridico non vi sono molti precedenti su cui basarsi, come spiega un'esperta di diritto del lavoro a Watson.ch.

In queste ultime settimane la nuova “frontiera” della lotta al covid sono diventate le discoteche e i locali della movida serale. In diversi Cantoni vi sono stati casi di persone risultate positive al coronavirus che hanno frequentato questi locali e come conseguenza di ciò diverse centinaia di persone sono finite in quarantena. Diversi cantoni, Ticino compreso, dopo il caso della recluta in un esercizio pubblico del Bellinzonese, hanno disposto ulteriori misure per facilitare il tracciamento (come l’obbligo per i gerenti di raccogliere numeri di telefono e nominativi).

Va da sé che chi si trova ad essere sottoposto a quarantena obbligatoria deve assentarsi dal lavoro per 10 giorni. Visto che basta una persona positiva (anche se asintomatico) al virus su centinaia per disporre la quarantena per tutti, recarsi nei locali notturni potrebbe essere considerato un comportamento che espone a un rischio. Specialmente dai datori di lavoro.

A parlare di questo tema, intervistata sul portale Watson.ch, è l’esperta di diritto del lavoro Isabelle Wildhaber. “Che si visiti o meno un club è una questione privata”, spiega l’esperta. “Il datore di lavoro non può semplicemente impartire istruzioni su come il dipendente deve trascorrere il suo tempo libero. E dato che i club sono attualmente aperti, è legale andare al club”. Ciò comunque non mette ancora totalmente al riparo i dipendenti verso il proprio datore di lavoro. “In Svizzera la libertà di disdire un contratto è sostanzialmente garantita. Ciò significa che un rapporto di lavoro può essere risolto da entrambe le parti in qualsiasi momento, ma poi ci sono disposizioni sulla protezione contro il licenziamento. Le disposizioni sulla protezione contro il licenziamento vanno perse in caso di colpa del dipendente. Si potrebbe porre fine a questa situazione se si dimostra che una persona ha agito per sua colpa ed è quindi messa in quarantena”, spiega. E quando avviene ciò? “(…) quando si lascia da parte qualsiasi forma di due diligence e si agisce contro la propria migliore conoscenza e questo porta ad un’assenza dal lavoro”. Tuttavia l’”asticella” in questi casi è piuttosto alta. Ad esempio, spiega Wildhaber, chiunque pratichi uno sport ad alto rischio e abbia un incidente, non può essere considerato come assente per colpa propria, secondo una sentenza del Tribunale federale.

Tuttavia va anche considerato l’aspetto della protezione dei propri colleghi e vanno soppesati gli interessi. “Da un lato il datore di lavoro, che non vuole che i suoi dipendenti si ammalino o siano messi in quarantena, e dall'altro le attività ricreative dei dipendenti, che sono private”, dice l’esperta. “Tutto sommato, direi che forse è irragionevole andare in un club, ma non che ci sia automaticamente una perdita (…) della protezione contro il licenziamento. Ma in conclusione, non c'è una risposta chiara a questa domanda. Non esiste una giurisprudenza in materia”.