Radici profonde: Guccini e la cultura contadina

Radici profonde: Guccini e la cultura contadina

Giugno 12, 2020 - 18:03
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Il 14 giugno del 1940 nasceva a Modena il cantautore Francesco Guccini che, quindi, dopodomani compirà 80 anni. Per l’occasione, nella rubrica video Amarcord abbiamo deciso di proporvi un piccolo speciale, che inauguriamo con la presente pubblicazione e che vedrà una seconda puntata sabato e una terza e ultima domenica.

La storia musicale di Guccini cominciò sul finire degli anni Cinquanta, come cantante e chitarrista di orchestre di balera, nelle quali suonò anche con Victor Sogliani, che fu poi tra i fondatori degli Equipe 84. Negli anni Sessanta, invece, prima di affermarsi quale solista, Guccini compose alcune canzoni che vennero portate al successo dagli Equipe 84Auschwitz (1966), L’antisociale (1966) e È dall’amore che nasce l’uomo (1967) – e dai Nomadi: Noi non ci saremo (1966), Dio è morto (1967) e Canzone per un’amica (1968).

L’esordio del Guccini cantautore, invece, fu nel 1967, anno in cui venne inciso l’LP di debutto: Folk beat n.1. Si trattò di un disco che – come spesso ricorda auto-ironicamente lo stesso autore – non ebbe successo commerciale. Un analogo scarso successo di vendite ebbero anche i due album successivi, entrambe pubblicati nel 1970: Due anni dopo e L’isola non trovata. Nel 1972, invece, con l’uscita del suo quarto prodotto discografico – Radici, contenente una delle canzoni più note di Guccini: La locomotiva (ma non ci si dovrebbe dimenticare nemmeno de Il vecchio e il bambino) – la carriera del cantautore decollò. Il tema centrale dell’album – la ricerca delle proprie radici – sarà poi uno dei fili conduttori di quasi tutta la musica di Guccini, oltre che uno dei fattori caratterizzanti l’uomo Guccini.

Non a caso, questo speciale si intitola proprio Radici profonde. Radici, come il titolo dell’album che ha lanciato la storia del Guccini musicista; ma anche come uno dei temi la cui ricerca ha reso viva la dimensione artistica e umana dell’artista. Profonde, perché le radici orgogliosamente contadine e popolari sono ben radicate in Guccini, ma anche per via del fatto che 80 anni sono un traguardo importante.

Nella prima puntata del nostro omaggio a Guccini, vi proponiamo il video di uno spezzone di Propaganda Live, programma televisivo di La7. Nel servizio di Diego Bianchi, Guccini viene intervistato nella sua casa a Pàvana, frazione di un piccolo comune dell’Appennino tosco-emiliano. Nella chiacchierata tra il cantautore e il conduttore televisivo, non poteva mancare il tema delle radici, sviluppato da Guccini con una chiave di lettura pasoliniana. Guccini, infatti, sottolinea come una volta vi fossero due culture: quella alta, appartenente alla classe dominante; e quella popolare, di estrazione contadina, quella delle sue radici. Oggi, invece, secondo Guccini la modernità ha spazzato via la cultura popolare, che si è fatta inglobare dai canoni imposti dalla televisione.

 

Buona visione.

TM