"Raga non si scherza!" E non rubate le sigarette allo zio...

"Raga non si scherza!" E non rubate le sigarette allo zio...

Marzo 14, 2020 - 17:11

Con il coronavirus non si scherza. Noi invece in questa rubrica lo facciamo spesso. Nel bel fumetto diffuso per sensibilizzare i giovani, c'è un'indicazione che ci lascia perplessi...

I fumatori se lo chiedevano dall’inizio di questa epidemia, nel frattempo “promossa” al grado di pandemia: anche chi fuma è a rischio?
 
Finora l’avevamo “scampata” ma ecco che, dalla porta di servizio, per così dire, arriva un monito in tal senso. 
 
Negli scorsi giorni è stata diffuso il fumetto disegnato dal noto vignettista e disegnatore Chappatte, tradotto in italiano con il titolo “Raga non si scherza!”, volto a sensibilizzare i giovani sulla problematica del coronavirus, e che in queste ore già “spopola” su media sociali e non. In particolare sensibilizza i giovani sul fatto che pur non essendo loro categoria a rischio, possono comunque contagiare altre persone, queste sì magari a rischio. L’invito è dunque anche ai giovani di lavarsi le mani, evitare contatti stretti, ecc., in modo da non essere contagiati e contagiare poi altri (che potrebbero avere un decorso ben più grave). Sicuramente un messaggio valido e condivisibile. 
 
Ma nell’ultima vignetta, fra i parenti fragili che ringraziano il giovane ligio che si adopera per prevenire la diffusione del contagio, assieme alla “nonna”, il “cugino che ha l’asma” e la “madrina che ha problemi di cuore”, ecco che compare anche “lo zio perché fumatore” (comunque stando alle statistiche è improbabile che nella famigliola sia solo lo zio che fumi. Qualcuno non ha detto qualcosa a mamma e papà?). 
 
A dire il vero la categoria dei fumatori non compare (ancora) negli elenchi presenti sul sito del Cantone e della Confederazione (che indicano quali categorie a rischio le persone con più di 65 anni e quelle affette da: ipertensione arteriosa, diabete, malattie cardiovascolari, malattie croniche delle vie respiratorie, sistema immunitario debole (immunosoppressione) e cancro). 
 
Alcuni esperti, ripresi soprattutto dalla stampa italiana (ad esempio Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute e rappresentante italiano dell'Organizzazione mondiale della sanità), hanno però sostenuto che chi fuma va “più facilmente incontro a una insufficienza respiratoria rispetto ai non fumatori”. Presupponiamo che Didier Pittet, professore di epidemiologia a Ginevra e collaboratore dell’OMS, che ha contattatto Chappatte per la realizzazione del fumetto, sia dello stesso avviso. 
 
Mentre cerchiamo delucidazioni (considerando che “più facilmente” non vuol ancora dire a rischio), ci sorge però una domanda: non sarà che si è approfittato del coronavirus per fare anche un po’ di sana prevenzione contro il fumo fra i giovani? Rimaniamo nel dubbio, anche perché non vorremmo preoccuparci eccessivamente per un “falso allarme”. 
 
Nel frattempo ci permettiamo di aggiungere un altro consiglio ai giovani: dite al nonno di starsene a casa!